UNA SERA DI MEZZA ESTATE

Una sera di mezza estate merita pure un festeggiamento, una dedica, un pensiero.

Così, in realtà senza una ragione precisa, solo per darle una piccola gioia, come a volte si regala un fiore o un gelato alla propria amata, al proprio bimbo, all’amico del cuore.

E’ questa musica, il pensiero gentile, il presente per questa serata.

Me la sono ascoltata, me la sono goduta, ne faccio adesso un dono a chi passa di qua.

Ma una canzone non basta, fosse pure una sinfonia così preziosa, importante, impertinente, quasi scurrile.

Ci vuole anche qualcos’altro dametterci accanto.

Ecco, si, proprio un bel canto, adeguato a questo clima frizzante, fresco, più un azzurro autunno vendemmiale che una madida estate da rinfrescare alla marina.

Un bel canto pazzo, più adatto a questo cielo nel quale imperversano veloci e spericolate nuvole bianche come soffici batuffoli animati che si rincorrono come topolini dispettosi e giocherelloni.

Ecco, si ci vuole proprio qualcosa così.

Un inno alla gioia allegra, un pò sguaiata,  dei raggi di sole del pomeriggio che, un pò isterici un poco esausti, giocano a rimpiattino con i tetti che digrignano i denti sotto lo sguardo attento della luna nascosta dietro l’orizzonte.

E’ proprio contenta, questa serata così solitaria e silenziosa, di ricevere il mio regalo, contenta come la timida candida tela dimenticata da un pittore in un angolo buio dello studio sarà felice di amoreggiare col suo giovane pennello baffuto come la recluta di un caporale alla sua prima libera uscita.

Sorride, fiotta, batte il piede, si agita tutta, freme, vibra, sussulta.

Era così malinconica, un attimo fa.

E’ stata davvero una sorpresa, questa, per lei, povera sera senza stelle con il mantello grigio e nero delle nubi sulle spalle.

Pensieri larghi come folate di vento le passano per la mente, la riportano ai ritmi lontani che uomini ancora puri ed innocenti battevano con  i piedi nudi sulla nuda terra.

Ritmi di tamburi primitivi, di mani che battono, di cuori che danzano, di fiumi che scorrono, di alberi che saltano fino al cielo, di fiori che aprono e chiudono le loro creste colorate a quel ritmo che affonda nella stassa natura del ritmo dei giorni, delle stagioni, dei pianeti, delle stelle…

Echi, rimbombi, percussioni, colpi e battute in mezzo ai quali s’insinuano con incosciente coraggio pause silenziose, a volte lunghe come il respiro dell’universo, a volte brevi come infinitesimi di vuoto.

E’ l’urlo della materia percossa…

Ecco, mi riportano a casa, questi suoni.

Mi riportano alle mie radici, ai miei lontani e mai ben conosciuti lidi d’oriente.

Un oriente dietro l’angolo.

Un oriente che si chiama meridione.

Meridione che significa vita, terra, calore, fuoco, tamburi, nacchere, tarante velenose, magìe, streghe, fatture e sortilegi.

Come quelli di questa serata d’estate che assomiglia ad un ottobre acerbo profumato di vino.

Radici, tralci, rami, tutto s’intreccia in questa serata fra amici in cui si danza, si balla, si resta in silenzio ad ascoltare i ritmi della musica che abbiamo dentro e che fa vibrare le nostre corde più acute di violini tzigani.

Batto i piedi, a questo ritmo irrefrenabile.

E’ questa la magìa che un regalo può compiere.

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6 Replies to “UNA SERA DI MEZZA ESTATE”

  1. Ho letto questo tuo post mentre fuori imperversa un temporale, non fortissimo, ma rumoroso e ombroso quanto basta. Me lo sono gustata questa tua descrizione, così piena di colori e suoni, suoni di parole e suoni di note, tutti straordinariamente belli. Questa tua descrizione palpitante di vita mi ha emozionato.
    Ma…arrivo alla fine e mi fermo….non ci posso credere! Sei Salentino? :-))
    Sono molto legata a questa terra, non per origine… ma fa lo stesso.vero?
    Perchè la porto nel cuore, con il suo mare, la sua musica, la sua pietra bianca e i tramonti sul mare.Ad essa mi legano ricordi molto intensi. E’ un mio legame particolare e mi fa davvero piacere sapere che sei di quelle parti.
    Ciao 🙂

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  2. Patrizia carissima, ebbene si, sono proprio salentino.
    O almeno, lo sono d’origine. Nato (nacqui) parecchi anni fa (ahimè) a S. Donato di Lecce.
    Ma non sono stato un vero cittadino diquella terra, perchè ho passato tutta la gioventù, fino ai 20 anni, a Benevento, vicino Napoli; da lì, poi, per alcuni anni a Formia, e poi, dal 1987, qui a Roma, dove vivo e lavoro.
    Insomma, un vero … meridionale!
    Ma lo dico con un orgoglio che non puoi immaginare.
    Credo che ognuno dei luoghi in cui sono stato mi abbia lasciato i suoi geni nel DNA: e le varie culture del sud che scorrono nel mio sangue, quella un pò levantina del Salento, quella partenopea vitale e grassa come una vera popolana e quella romana, narcisista e un pò puttana (ooohhhppps, mi è scappato), mi hanno lasciato in eredità un pò della loro ricchezza, della loro ferina intelligenza, della loro parentela con le radici della storia.
    Io posso anche valere quel poco che sono, ma loro, quei filoni di cultura esplodono in tutto il loro meraviglioso splendore, basta saper guardare con gli occhi giusti quei posti, quelle genti, saper ascoltare l’orogliosa resistenza di chi sopravvive contro ogni disegno avverso del destino.
    C’è questo ancora nel Merdione, che forse al Nord non c’è più.
    Ma anche il nord mi piace. Anche se oggi le genti di sù sono troppo vittime dell’attaccamento al denaro, al benessere materiale. Ed in più con la crisi hanno forse perso un pò troppo di fiducia nei propri mezzi, nelle proprie capacità.
    Poi, certo, hanno costruito la parte forte dell’Italia, l’hanno unita e l’hanno svezzata.
    Ma adesso non sanno bene dove volgere la testa.
    E si sono lasciati attirare da pericolosissime sirene affamate come belve feroci ed altrettanto voraci.
    Ma hanno capito la verità, lo so, l’hanno capita!
    Ne vedremo delle belle, nel prossimo futuro!

    Stasera diluvia a Roma, ci vorrebbe un bel regalo.
    Mi sono concesso un goccio d’amaro ed un dolcetto alla cioccolata. Sembra tanto autunno!

    Un saluto carissimo,
    Piero

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  3. C’è a Meridione un Sole…
    Tanti anni fa sono stata in Sicilia, dopo qualche giorno avevo già cambiato l’accento e l’inflessione del mio modo di parlare. E’ il calore della terra ad afferrarti per primo e poi e poi… tutto il resto.
    Grazie.
    Mina

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  4. Mina carissima, grazie sempre a te per la visita!
    Ovviamente non posso che confermare l’amore per il sud.
    Devo dire che mi piace tutta l’Italia, è una delle nazioni più belle del mondo.
    Ma per quanto riguarda il sud … ho un amore (interessato, date le mie radici) particolare. ma … alle questioni sentimentali non si comanda, no? Neanche se sono interessate!
    Un saluto carissimo

    Piero

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