NOSTALGHìA

Il Primo maggio sta arrivando,

di corsa, in marcia, il bersagliere !

Eccolo che arriva … e spinge

su per la gola un groppo …

ho dentro … nostalgia e vino …

il forte desiderio d’un bambino

di mettersi a giocare col suo tempo …

farlo dondolare, ohòpp, avanti !

e con un secco colpo maramaldo,

farlo rotolare, indietro … ruzzolando.

 Ecco, dentro, che m’assale il peso,

la nausea leggera d’una pena …

un freddo brivido, un sasso, un sorso …

un morso ch’è difficile, adesso,

da ingoiar, da mandar giù !

Eccolo, stasera, è arrivato quasi !

Il Primo Maggio Eccolo. E’ arrivato.

E’ dopo il venticinque aprile !

Eccolo. Lo scorgo. Laggiù. E’ arrivato.

Eccolo. Che dice ? Non sento.

Che mugugna al suo compagno ?

Eccolo. E’ arrivato.

… Fra poco è già svanito.

Il suo passo va veloce ..

lascia tracce troppo incerte.

… A cercarle ci si perde.

E’ l’impronta di un’Idea,

qualcosa di ancestrale,

un tamburo … un’eco,

un tuono che sobbalza

… un’onda, una marea

 … un soffio di lontano …

… ecco, senti, arriva il canto,

s’ode appena l’alta voce,

con gli accordi e con la marcia …

… la fanfara di Platone …

E’ tardi ormai, stasera,

e nell’ampolla opaca, stanca,

all’ombra rossa del bicchiere,

… pigra si riposa …

la danza della sabbia…

… adesso è consumata,

rada, candida la barba …

Io son quello coi capelli bianchi …

coi ricordi ancora vivi …

con la voce un pò malcerta,

con il passo incespicante …

Ecco il mio domani …

portebbe essere così.

O forse è questo d’ieri

l’inno, la canzone.

Un sentimento forte,

un passato un pò strisciante.

Ecco, ecco il sapore acre

della malenca nostalghìa.

Fra nozze di reali, e papi

e di beatificati santi,

ordunque, di corsa, arrivi

Primo Maggio … e passi

… con fanfara e bersagliere.

Ecco. In piedi.

Ho la mia bandiera:

Io canto !

… mentre il vino benedico.

17 thoughts on “NOSTALGHìA

  1. Caro Piero, ciò che è dentro di noi esiste, ed ha lo stesso peso,direi di più, di ciò che è fuori. E poi, anche fuori, a partire da questi messaggi,ma anche nel mondo esterno, nelle strade, possiamo incontrare tanti che hanno le stesse nostre nostalgie (desideri rivolti al passato) e desideri di un futuro migliore,che,secondo la lezione di Gandhi ,è già presente nei nostri modi positivi di pensare e di vivere.
    Ovvero, in direzione ostinata e contraria…
    un saluto affettuoso prima ancora di aprire i video che hai inserito

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  2. Si Laura è come dici tu; per strada siamo in tanti, con gli stessi sentimenti e con le stesse nostalgie, con lo stesso sguardo nel domani e la memoria nel passato.
    E anche noi stessi siamo tanti e in tanti modi diversi.
    Alle volte mi piace moltissimo questa molteplicità che siamo.
    E’ una ricchezza che ci portiamo appresso.
    Ci fa vedere e sentire mille e mille sentimenti diversi.
    E a volte desidererei proprio cantarle quelle mille e mille sfumature differenti di colore, quei mille e mille sentimenti …

    Cara Laura, grazie per l’affetto, che ti ricambio col cuore.
    E buon 1^ maggio!

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  3. Ciao Piero,
    ti abbraccerei per il tuo ricordo così acceso, il mio è spento, è così lontano il 1 maggio, così lontani gli ideali, gli ansiti, i palpiti, l’ ardore, per me tutto spento, però ti ammiro tu così serio e deciso e sicuro con la tua fiaccola ancora accesa.
    Buon Primo Maggio meritato Piero.

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  4. Ciao Piero e buon primo maggio.
    Questa festa come tante altre ( della donna, S.Valentino, e anche Natale e Pasqua) per il sentimento ed il trasporto che implica dovrebbe
    essere ogni giorno, si dovrebbe sempre
    rispettare la persona, la sua indole, e il suo
    lavoro (quello onesto però). Non sentirsi solidali
    e buoni solo in un giorno.

    Un caro saluto
    Mistral

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  5. E’ proprio vero; neanche a me piacciono le ricorrenze, suonano sempre un pò false e vuote.
    In questo caso ho voluto lasciare una traccia dei miei sentimenti – poco orgogliosi di sè e piuttosto sofferti – se non altro perchè … mi sembra forte lo sforzo di ingabbiarci in una realtà fittizia, fatta di favole di neo-Cenerentole e vetero-Principi Azzurri, pronti, questi ultimi, però, più a partire per la guerra che a d impalmare la sposina … di mitologie beatificatorie …
    Dobbiamo pur parlarle, dunque, anche se parlarne significa mettere in piazza il nostro malinconico cuore.

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  6. Questo 1 Maggio ha un significato particolare….
    Quello che noi sognavamo e non siamo riusciti a realizzare, dà inevitabilmente un senso di fallimento e di amarezza. Quasi di vergogna, oserei dire, quando guardiamo negli occhi i nostri giovani oggi.
    Molti di noi son rimasti gli stessi, altri no …non so se c’è ancora tempo, forse…cjo lo sa?
    Bellissimi i tuoi versi e grande, grandissimo Gaber che in questo monologo ha detto tutto, di più non si poteva.
    Ciao Piero e buon 1 Maggio!

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  7. Ciao Piero, ti chiedo scusa se mi è
    sfuggito il nostro Reuccio.
    Davvero emozionante la sua voce che intona
    Bandiera Rossa.

    Un caro saluto
    Mistral

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  8. Dove stiamo andando mio caro Piero??? dove la stiamo arenando la NOSTRA PATRIA???
    Il tuo è un bellissimo canto, con qualche vene (e giusta) nostalgica… io la sento la mia terra profumata, la sento quando nei prati si taglia l’erba e l’allergia mi assale, eppure mi piace il profumo; la pioggia poi quando la bagna, la nostra terra… la insemina di vita!
    Eh la nostra amata terra… dobbiamo difenderla se non vogliamo che soffochi con noi…

    Luisa

    Il tuo, è un canto molto bello, perfette le tue parole…

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  9. Si, cara Mistral, il Reuccio … esprime benissimo il senso di qualcosa che non c’è più, non solo un tempo, ma anche un’idea, un pensiero, un sogno…
    Non c’è più lui come non ci sono più le bandiere rosse.
    Io dico che non può essere!
    Non perchè giustifichi, o abbia mai giustificato, la violenza, la morte, la dittatura …
    Ma perchè tutti, chiese, stati, regimi hanno le loro stragi da farsi perdonare: crociate, invasioni, guerre, bombe atomiche, persecuzioni, stermini… non si salva nessuno!
    Il posto più incredibile che ho visitato – sotto questo punto di vista – è Tulum (ne ho fatto un post, una volta, cerclo, se ti va, nel blog, con suo nome, Tulum, mi pare), una spiaggia con le riìovine di un piccolo villaggio Maya sulla costa caraibica del Messico.
    Una spiaggia bianca, con il mare azzurro cobalto, le collinette con i ruderi del villaggo, il tempio, le piramidi, piccole però, le iguane …
    Lì, da quella spiaggia, nel 1517, è stata avvistata la prima nave spagnola dei “conquistadores”.
    Poco più di 15 anni dopo, della civiltà autoctona, della civiltà dei Maya, non era rimasto più nulla ! Se non le rovine e gli schiavi, ovviamente!

    Torno alle bandiere rosse: così come non è stata ammainata per sempre la bandiera spagnola che adornava i pennoni delle galee di Cortez … così, non potrà essere mai ammainata la bandiera rossa del sogno dell’uguaglianza degli uomini.
    Ma anche se io la penso così … oggi le bandiere rosse … sono ammainate …

    Non posso fare altro, io, che stare ad aspettare che vengano tirate fuori, domani, per sventolare alte, orgogliose di sè, domani, o domani l’altro.

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  10. Cara Luisa, si; il profumo della nostra terra è il profumo del domani che sboccia, come i papaveri – che anche se non hanno il profumo delle rose, ne condividono il colore e l’intensità dei sentimenti fieri, orgogliosi, tenaci!
    Ma è anche il profumo di nostalgia che lascia dietro di sè il giorno che è appena tramontato.
    E’ bello rotolarsi in quel profumo, su quella nostra bella terra piena di noi e delle nostre radici millenarie…
    Ti aggiungo che, quando parlo di “terra nostra” non riesco mai ad immaginarmi alcun confine a quella terra: sarà per questa … mia cecità che non può che essere “terra nostra”, cioè di tutti, e non solo di qualcuno.

    Grazie, Luisa, per ciò che dici del mio … canto.
    Spero abbia risuonato dentro di te, come succede ad alcune belle canzoni, che ci lasciano dentro una scia … come di profumo, come una carezza. Mi capita spesso. Capita con la poesia. Se ci risuona dentro … allora è per noi, è la nostra. Bella o non bella che siano le parole.
    E’ quella vibrazione, la bellezza vera.

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  11. Piero, “terra nostra” è inteso come terra di tutti… di tutti noi che combattiamo contro chi la distrugge… spero di essermi espressa bene…

    No, non è solo una canzone passeggera come i tormentoni estivi… è una bella vibrazione che rimane prolungata nel tempo..
    Luisa

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  12. Si, tu ti sei espressa davvero bene. Io volevo solo descriverti l’immagine che ho dentro di “terra” che non si lega a quella di confini, limiti, dogane, dazi…
    La mia … storia personale è una storia di … migrazione.
    Lo dico un pò in senso emozionale. Sono meridionale, leccese, emigrato di famiglia, in Campania e poi a Roma… ma mi piace moltissimo viaggiare.
    Ho sognato/desiderato mille e mille volta l’esperienza del viaggio; spesso, con la famiglia, andiamo in vacanza i giro: mai, mai sulla mia strada ho pensato che fossero naturali/giuste le frontiere. Sempre mi sono sembrate un artificio innaturale, una forzatura dell’uomo sull’uomo, un’ingiustizia contro la natura…
    Così, mai, mai ho trovato gli uomini differenti, al di sotto dell’abito di pelle che indossano (se vuoi, leggiti questo post di qualche tempo fa https://repubblicaindipendente.wordpress.com/2010/05/11/lanatomopatologo/).

    Per il resto … un caro abbraccio.

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