Ricordanza. 26 Aprile.

 
26 aprile 1986. Ucraino: Чорнобильська катастрофа, Čornobyl’s’ka katastrofa, in russo: Чернобыльская авария, Černobyl’skaja avarija

(PER LINK – NOTIZIE CLICCARE SULLE FOTO)

Era tanto tanto tempo fa …

Cominciano così le storie …

e poi continuano …

Quando si tratta di favole, si sa, il lieto fine è assicurato, ma le favole, anche questo si sa, esistono solo nei libri e si raccontano, si, per far tremare con un pò di paura chi le ascolta, ma poi riempiono di felicità il cuore dei bambini di tutte le età …

Questa storia, invece, non è una favola.

Assomiglia invece ad un incubo,  ad uno di quegli orribili sogni ricorrenti, quelli che si vorrebbero scacciare e che, invece, feroci più delle belve feroci, ritornano sempre.

E, anzi, è certamente ben peggiore di un incubo, perchè questa storia è reale, vera, è accaduta sul serio … addirittura sta accadendo proprio adesso …

Ecco, come è cominciata questa storia.

… Cominciò ormai tanto tempo fa …

6 AGOSTO 1945 - HIROSHIMA

 

Erano tempi di guerra.

Tempi di gran confusione.

Tempi nei quali l’uomo si era smarrito e sulla terra circolava una belva feroce …

 … Ecco …

Questa storia continua …

Continua ancora oggi … come il peggiore degli incubi … continua ancora oggi …

 

11 Marzo 2011 - FUKUSHIMA

 

Ma io, questa storia, non voglio raccontarla.

La conosciamo tutti, si, nessuno può dire il contrario.

La conosciamo davvero tutti.

La conosciamo già.

E allora questa storia dobbiamo solo ricordarla …

… Ecco, allora, come  comincia …

 

 

Proprio come un incubo, nel peggiore dei mondi, abitato da scheletri, fantasmi, uomini  che hanno imparato a portarsi la morte dentro per tutta la vita … per tutto il tempo che gli è rimasto da vivere …

Che dire ?

Il 6 agosto 1945 il Bene si è tolto la maschera ed è apparso nelle sue reali sembianze.

La storia, la storia della vita sulla terra, la storia dell’umanità, se l’umanità è il frutto dell’evoluzione, l’approdo finale della vita primordiale …  ecco, la storia intera deve ricordare il giorno del 6 agosto 1945.

Proprio quel giorno, lo spettacolo della vita, quello che si rappresenta, ogni giorno, sulla terra, quel giorno quello spettacolo ha avuto la sua peggiore rappresentazione !

 … Ma non bastano le parole …

… Non mi bastano …

… Non ce ne sono abbastanza … per dire una cosa così.

Perciò chiedo aiuto a voi, Muse, Muse del Parnaso !

Chiedo aiuto a voi, sì,  perchè voi siete figlie di Mnemosyne, voi siete le figlie della Memoria universale, voi, che avete sangue divino, solo voi, possedete la forza per ricordare, solo voi potete dare forma alla memoria che deve parlare a tutti gli uomini, solo voi potete spiegare, spiegare il significato di questa storia, di questa tristissima storia, di questo incubo che duole e non vuole passare …

 

 

La vostra mano ha il dono degli dei, come la vostra voce, come il colore dei vostri occhi …

A chi avrei potuto chiedere aiuto, se non a voi, Muse che cantate la Storia ?

A chi, se non a voi, figlie e ancelle della divina Mnemosyne ?

Il dramma dell’uomo, la sua stupida arroganza, la sua corta memoria che gli fa commettere gli errori più orrendi … ecco, soltanto a voi è concesso raccontare tutto questo !

A me, a noi, resta solo una possibilità.

Ricordare !

La cadenza del passo di marcia, il passo con cui avanzava la storia in quegli anni di guerra, è diventata passo di dolore.

E’ una triste danza macabra …

E’ il passo che accompagna la vita, come l’ha saputa raccontare Bruno Bozzetto, con i suoi disegni meravigliosi,

Lui, con l’aiuto delle Muse divine, ha illustrato la storia dell’uomo, la storia … della storia … la storia che si conclude, alla fine, svelando la vera faccia dell’uomo, alla fine dei giorni, alla fine della storia !

Guardatelo tutto, il cartone, fino all’ultima immagine, e capirete, capirete perchè dico così.

Le Muse non mentono ed a me stanno raccontando la verità.

Affinchè io ricordi.

E anche voi ricordiate, insieme a me.

I timpani e i tamburi che esplodono alla fine della marcia propagano l’eco tonante che spinse le fiamme su nel cielo di Hiroshima, quel giorno …

E’ lo stesso fuoco  che continuò ad ardere per decenni nelle vene dei sopravvissuti, fino a quando, pietoso, scese, su molti di loro, il nero velo della Morte.

Ecco, gentili dee, ecco il destino dell’uomo : dimenticare !

Non ricordare più.

L’Oblìo.

Ecco la condanna.

Ecco cosa accadde a non mangiare dell’albero della Conoscenza.

A non bere alla Fonte della Vita.

Ecco.

Il Bene ed il Male, ora, si confondono, si fondono in un’unica bestia immonda !

 


 

Morte e distruzione.

Ecco, su questo scempio aleggia, ora, il rintocco delle campane.

Leggero, scivola sullo spettacolo di tanto dolore, lieve come una carezza …

Il rintocco delle campane unisce Roma a Delhi, a Mexico City, a Lahore e Lhasa … Hiroshima a Nagasaki e Chernobyl a Fukushima …

Tutti gli dei del mondo hanno caro il suono delle campane …

Deve essere fatta così la voce delle Muse … devono parlare questa lingua universale …

Ecco, quel suono così soave ed universale è come un balsamo sulle ferite che bruciano profonde, sulla pelle e nel nel cuore … ecco, si stende, questo velo di purezza che annoda i quattro angoli del Mondo …

Ed, ecco, ecco che arrivi anche tu, Sogno, sollievo della notte, dolce compagno che acquieti il sonno dim ogni cuore disperato … tu, che volgi al Bene l’incubo del Male !

Ecco,ecco che anche tu, tu, che volteggi sulle ali leggere dell’immaginazione, ecco, ecco, anche tu, sogno, mio sogno caro, anche tu ti unisci alla compagnia delle Muse, e, dolce Sogno, sogno dell’arte, sogno della vita … trasformi, come per miracolo … questa terribile storia … in un soffio leggero …

 

4 pensieri riguardo “Ricordanza. 26 Aprile.

  1. Ciao,
    come sarebbe bello se il sogno fosse realtà e la realtà fosse sogno, Calderon de la Barca lo sosteneva , a me non riesce, non riesce proprio, tu pure lo sostieni e pensare che ti credo uomo saldamente ancorato a terra, ma anche fra il credere e l’ essere c’è di mezzo il mare…scusami la tristezza ma mi è piombato addosso una cappa di tetraggine e mi sono ricordata la tua passione per Mnemosyne e le figlie di Mnemosyne che amo tanto anch’io…ma non bastano pure loro per cancellare la realtà.
    Un abbraccio.

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  2. Bellissimo testo, che porta a tantissime riflessioni. Ma quel che mi rimane è la sensazione o forse l’immagine di tante piccole scintille che volano. Hai presente quando accendi un fuoco? Ecco…tante piccole scintille che volteggiano nell’aria. Loro malgrado forse, destinate a spegners,i sicuramente senza sapere mai se saranno svanite nel nulla o avranno dato vita ad un nuovo fuoco.
    Non so perchè mi è vento questo pensiero e probabilmente non c’entra nulla con quello che è il senso di questo tuo scritto. Non ho la tua profondità e mi piacerebbe.Sono solo un’istintiva quindi prendi ciò che dico con benevolenza…
    Ciao e grazie per questo testo e per questi splendidi filmati (il primo in particolare è bellissimo!)

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  3. No, cara Paola, non bastano neanche loro a cancellare la realtà.
    Per me, loro hanno un suono, dei colori, delle forme, hanno tutto ciò che Mnemosyne sa conservare, custodire, difendere, proteggere … tutto questo loro lo donano a noi … ma non basta, tutto ciò a cancellare la realtà.
    E neanche il sogno.
    Ma tutto questo ha la delicatezza dell’arte.
    Almeno, qui, per me, per raccontare questa tragedia, serve la delicatezza dell’arte.
    La crudezza della tragedia – lo so che l’arte può essere anche cruda, se necessario – qui, in questa tragedia, è già nei fatti, nella forza della natura che l’uomo non sa usare, nella violenza che l’uomo usa contro la natura, nella violenza contro la natura che si trasforma in violenza contro l’uomo …
    E allora … la leggerezza dell’arte … le Muse … ci accompagnano presso Mnemosyne … e, lì, tra le sue braccia possiamo almeno abbracciare un sogno … che ci conduca, almeno per un momento in un mondo migliore…

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  4. Cara Patrizia, grazie davvero per la tua compagnia.
    Se lo accetti, posso chiamarti anche concittadina della repubblica indipendente ? A me farebbe piacere.

    Le scintille, le piccole scintille che fuggono da ogni parte … non saranno per caso gli atomi che si disintegrano, gli elettroni che litiganon con i neutroni ed i neutrini, i quark con i bosoni di Higgs, che si tengono ben nascosti, loro, che formano il gruppo fondamentalista delle “particelle di dio”?

    La tua immagine delle scintille mi è sembrata perfetta, quella giusta, proprio quella adatta, perchè in questa triste storia della natura violata dall’uomo la forma – che non possiamo vedere con gli occhi, ma possiamo bene percepire con il cuore – di questa violenza, la sua manifestazione è proprio una pioggia di radiazioni, di atomi spezzati, di particelle che schizzano da ogni parte … e non sono queste le tue scintille?

    Io non sono profondo e tu non sei solo istintiva. Ognuno ha il suo sentire.
    E’ quello che conta.
    Se uno ce l’ha è fortunato, io penso.
    Perchè chi non ce l’ha è come fosse cieco e sordo e muto e analfabeta … e lui neanche lo sa.

    I filamti: si bellissimi davvero; e meravigliose anche le musiche. Grazie a Youtube.
    Io trovo che sia una “fonte meravigliosa” (che è anche il nome di un quartiere qui, vicino a casa mia, a Roma)…
    Un abbraccio.

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