FRATELLI

Sbarchi a Lampedusa

Insetti neri, vermi striscianti sulla nuda terra,

volgari, immorali, sordidi, sporchi …

Viscidi esseri li additano al tallone.

Che li schiacci ! Immonde fastidiose creature.

Finestre sul male, immense voraci bocche affamate,

parassiti abitanti del basso intestino.

Larve. Larve di uomo. Larve di un dio

impietoso, che ama le folle e poi le abbandona,

le spinge nel mare, le annega, traditore efferato.

Sento parlare, ronzano dalle televisioni

bocche impietose, parole assassine,

aguzzini in cravatta senza nessuna pietà.

Non si trova il coraggio, il soldo scarseggia,

anche le porte dei lager sono a loro sbarrate,

muoian di fame, li divori, pezzenti, il nero bubbone.

Neri fardelli di povera carne, cuori straziati,

occhi, occhi lucenti, luminose comete, stelle

vergini, dune sabbiose, immense distese

dove si è spersa e piange l’anima mia …

Fratelli. Anime gemine. Figli di un dio fratello.

Parole in ordine sparso, poesia senza forma e involontaria.

Solo un urlo che ammutolisce, che annega nella gola che si strozza.

Quello che vomita il mondo, quello che le tivvù non riescono a trattenere, è il fetore di penoso disumano dolore a cui nessun dio, nessun sacerdote sa più dare sollievo.

Fratelli che uccidono i fratelli, sterminando l’intera famiglia dell’uomo.

Resta la belva feroce, solitaria, che libera si aggira per le strade, affamata di sangue.

Ricco il bottino dei mercanti di morte.

Armi, petrolio, affari.

Nessuna bandiera, più.

Ormai neanche un sudario a coprire i vitrei sguardi fissi, stravolti, i volti straziati dall’assalto di morte.

Non un vento a lenire le fiamme, l’inferno di fuoco.

Non un canto si ode, più, un sospiro, speranza.

… Fratelli … compagni di lotta … parole che dicevano gli uomini son tutti uguali … rosse bandiere …  lotte solidali … sol dell’avvenir !

Da lontano si leva il soffio del Ghibli …

Striscia, s’insinua, plasma le rocce, spezza la pietra.

Ecco, improvvisa, una folata si alza … mi strappa il mantello …

Sussulta sorpreso il pensiero, un’ombra, un ricordo,  l’assale …

Come di un vecchio, la memoria vacilla …

Nulla può fermare il soffio del vento …

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