CHISSA’ !?

Il tempo a volte scorre lento e sembra un’eternità infinita,  altre volte invece va veloce e non sembra lasciare tracce, sembra un ladro che fugge, un contrabbandiere che ruba la tua merce e ti lascia più povero, a piangere per quello che hai perduto, per ciò che non hai più.

Ma c’è anche un altro tempo ed è quello che a me piace di più.

Si, il tempo che mi piace di più.

Il tempo che ti fa immaginare, sognare, esplorare mondi esconosciuti.

E’ il tempo che lascia intravedere il senso delle cose che ancora non si hanno.

E’ il tempo che scorre dentro ogni uomo, come un flusso invisibile, un fiume sotterraneo.

Ma, a momenti, poi, quel flusso, quella corrente, quel fiume affiora.

A momenti.

E forma stagni e laghetti, o sorgive cristalline gelide oppure pozze madide e virulente … o paludi … o mari … o oceani infiniti …

Sono momenti, quelli, quando si può ammirare quel fiotto che emerge, in cui si scopre l’inimmaginabile, quello che ancora non c’è, quello deve nascere ancora …

Ecco, quello è il tempo che mi piace.

Il tempo corre e scava e poi si ferma e poi di nuovo …

E poi ti ruba il fiato e ci gioca senza sapere cosa fare di lui, o di te, che sei legato a quel filo d’aria che unisce l’universo della materia a quell’altro universo tutto interno al nostro animo e che alimentiamo con il calore della passione in ogni istante dalla nostra vita.

Il tempo … che poi resta sospeso, come indeciso, inconsapevole.

Incerto come un bambino e, come un bambino, irrefrenabile, argento vivo, mai pago …

Il tempo, sostanza del tuo esistere, autore del tuo racconto, giocatore della tua partita…

Il tempo, che scolpisce, impietoso, le rughe sul tuo volto, che, irridente, irriverente, tinge di bianco quasi innaturale i tuoi capelli, come volesse farli evaporare, che, scurrile, ti tratta da vecchio  e senza ritegno alcuno ti lascia sempre più indietro indietro nella sua folle corse impazzita…

Il tempo…

E’ qualcosa che non esiste davvero.

Già.

E chi glielo va a spiegare al povero Gilmour che i segni che vedo sul suo volto non sono i segni del tempo, ma qulache altra cosa a cui non so dare un nome …

Già.

Comunque, davvero, il tempo … non esiste davvero.

Il tempo è … ciò di cui siamo fatti, è la materia nostra e la sostanza del tutto.

E’ ciò che siamo.

Ma ciò che noi siamo, quella materiua, quel tutto, muta,  cambia in continuazione, non è mai lo stesso, non lo si può fermare, immortalare in una immagine fissa e sempre uguale …

Noi siamo il mondo ed il mondo, ciò che ci circonda, il tutto, è quello che noi siamo, l’universo, il creato…

Insomma il Tutto che si evolve, che obbedisce alla legge dell’entropia, che si consuma, che si trasforma …

E’ l’eterna Metamorfosi.

Il tempo è questo.

Non è altro che questo.

I nostri sensi percepiscono tutto ciò, tutte le più impercettibili modificazioni generate da questo processo inarrestabile e che ci vede coinvolti in un lento ballo senza pause.

Ma loro, i nostri sensi, non sanno come chiamare questo insensato fluire, questo scorrere continuo, questo movimento perenne.

E così gli abbiamo dato un nome …

Il nome di …  Tempo.

Time.

 

 

Ognuno cerca di ordinare le proprie percezioni dandogli un senso, una direzione, una trama.

E in questo sforzo immane, che ci coinvolge in ogni attimo dell’esistenza, non facciamo altro che generare un immenso eterno racconto per fermare quel senso, indirizzare quella direzione, formalizzare quella trama.

Un romanzo interminabile.

Una storia senza fine.

E poi, in modo ancora più sublime, ci convinciamo in maniera assoluta che tutto queso processo, questo racconto,  sia la Realtà, la dura, materiale, incontrovertibile Verità delle cose!

Illusi !

Pazzi !

Il tempo non esiste davvero.

Non esiste per un albero, che perde le foglie ma poi le ritrova.

Non esiste per una rondine, che sente solo l’istintivo bisogno di seguire le svolte imprevedibili delle temperature, inseguendo il tepore dei raggi del sole.

E non esiste per un satellite, una luna qualsiasi, che gira solo fissando innamorata al suo pianeta.

Non esiste per una stella, che vaga al buio, irradiando inutilmente nello spazio vuoto il suo calore

Nè per una galassia …

Non esiste. Nn esiste, il tempo. Non esiste nenache per l’intero universo.

Perchè Tutto va.

Tutto gira.

Tutto si muove.

Tutto ha inizio ma subito, e comunque, quel Tutto è già finito, assorbito in un altro stato del proprio Essere, diverso da sè anche quando sembra esattamente la copia immobile di quel sè.

Tutto è l’Inizio ma anche la sua stessa Fine.

Si nasce e si corre dentro un Tutto che anche un Niente inevitabile.

Un indissolubile legame.

Una doppia Natura.

Tutto, senza sapere.

Un destino ineluttabile, di cui si ignorano cause e pretesti.

Ecco, questo è il tempo che non esiste.

Noi lo dividiamo in frazioni, per rendere più credibile la nostra immortalità illusoria.

Sopravviviamo al succedersi di quelle parti del Tutto che resta comunque inconoscibile, ma così, almeno, ci sentiamo eterni.

Secondi, minuti, ore, giorni, setimane, mesi, anni, secoli, millenni, ere …

 

 

E’ una sequenza ordinata, scandita dal ritmo perfetto battuto dalle regole della scienza e misurata dai suoi strumenti perfetti.

Ma chi lo ha detto che quella successione è sempre, invariabilmente, inalterabilmente rivolta al suo davanti?

Non può essere, invece, che il nostro tempo vada un pò di qua e un pò di là, bighellonando annoiato, a zigzag lungo sentieri che seguono il corso dei suoi pensieri distratti o delle nostre sensazioni volubili?

Oh, per percepire queste sottigliezze sarebbe necessario dotarsi di  un buon cannocchiale, delle lenti  distorte di un buon bicchiere di rosso sangue degli dei, di un alito di speranza che vaghi nello spazio senza il bisogno necessario di andare in un posto preciso.

Odio la precisione !

E’ vana, falsa, inutile, macchinosa e meschina.

E’ solo illusione.

Nient’altro che speranza di mettere ordine a ciò che non potrà mai averlo, un ordine !

In questa vita solo un mistero resta davvero da svelare: come sia possibile che all’uomo sia stata donata la coscienza di sè.

Misteriosa  fonte dell’invenzione del Tempo.

Incredibile, insaziabile fame di senso e significato.

Ecco, a questa domanda si dovrà rispondere.

Ebbene, io una risposta non ce l’ho.

Deve essere la sera tarda, il sonno, la stanchezza …

O la paura, lo sgomento, l’ignoranza …

Oppure la mancanza di fede in un dio pietoso che doni un senso al mio cammino incerto e titubante.

La coscienza.

La riflessione sul Sè.

L’Io che vede il suo Essere distinto, separato dalla sua materiale corporeità, dalle sue sensazioni più fisiche, e per questo più vere.

Misteri.

Miracoli.

Sortilegi.

Incantesimi…

Chissà !?

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