PULCINELLA A SODOMA

Questa città, v’avverto, è tutta un’indecenza !

Solo un gran bordello, Sodoma, e peccato !

Immoralità ! Vergogna. E tanta maldicenza !

Ogni onor, decoro, è per sempre accantonato !

Sol lascivia e orge. E amori a pagamento !

Zoccole, puttane, femminielli e Cavalieri !

E se manco poi li preti si pentono, sgomento,

è al gran completo lo governo di questi puttanieri !

Vi cito or or la storia, solo a mò d’esempio,

di un caso noto a tutti, di certo molto empio .


Gli han dato il soprannome, là sopra, là ‘l bordello,

al tristo cavalier, “signor del  mesto uccello” !


Ma è l’or di raccontar d’un altro amore,

gaio e lieto,  sbocciato giù in giardino.

Ha l’odore acre della gente popolare,

ha il profumo lieve di rose e ciclamino.

E’ una storia d’altri tempi, un amore a lieto fine,

che nasce nel cortile di Sodoma il casino.

Adesso vi racconto, gente, non fremete !

Vedo già il poeta, vestito come un prete,

che celebra le nozze e inizia il mezzo viaggio

cominciato sotto l’acqua. Oddìo, che coraggio !


Le storie di bordel qui non han più fine !

Sodoma è perduta ! Città immorale !

Mandar le figlie vergini di casa all’Olgettina

senza mutande, ormai, è d’usanza generale !

Si può dar lassù, a quelle, l’occasione

di apprendere il mestiere e farsene denaro.

Basta d’aver del pelo la sì alta vocazione

che fa onorevoli le troie del “mesto cavaliero”.

Ma ecco è giunto, dunque, è già il momento

balliamo insieme, lesti, l’allegra tarantella,

del cavalier la danza, del re che al parlamento,

si fece metter in stanza una puttana reginella.


Ormai lo stimolo è maturo, un gran bisogno

di scacciare la vergogna e di evacuare,

liberare la città, è questo il sogno !

Forza tutti, orsù, bisogna andare !

Libertà. Che cazzo ! Liberazione !

Si leva alta la canzone.

Una strofa, inver, liberatoria,

mandà  ‘ffanculo ‘sta baldoria !

E se, poi, non sappiamo più cantare

ci resta ancora …  la forza di cacare !



Scusa, o caro popolo sovrano,

se ho preso un certo gusto

nell’indicare al re la dura via dell’ano.

Passa da quello stretto spazio angusto

da quella retta via, la sola processione

che, di Sodoma la pia, purifica il budello.

Ma giunta ormai è la fine, la lieta conclusione !

Scusate la canzone, che finisce sul più bello !

Devo solo dar la colpa al vino, bevanda celestiale,

che diè furore al verso,  al turpe ritornello !

Fu la sbronza madornale, accesa dal vinello !



One thought on “PULCINELLA A SODOMA

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...