LE VOYAGE DANS LA LUNE

Stasera ho voglia di andare …

… va … libera la mente … va.

Facciamo una pagina di vecchi attrezzi, una specie di museo dei ferri che ho usato per fabbricare quello che oggi mi porto appresso.

Vediamo cosa c’era in officina, a quei tempi, quando ero solo un apprendista meccanico.

Che materiali c’erano allora, ai tempi dei fatidici 17 anni.

Che materiali.

Materia musicali, intendo.

Stasera è questo.

Non so neanche se riuscirò a caricare in una pagina qualcosa del genere. Non so se ce la farà il blog a reggere. Dovrò scegliere, selezionare, non potrò mettere su più di qualche … vecchio vinile… sento già l’odore acre nel naso… sarà una scelta incompleta, necessariamente mancante di più che qualcosa.

Sono solo flash, piccoli frammenti di memoria che la memoria virtuale di Youtube mi permette di ricostruire.

L’officina, gli attrezzi, i ferri, le cariche elettriche, gli angoli da squadrare, tanto lavoro da fare … a rischio di mandare in fumo tutto …

Tutto fumo sull’acqua (battuta infelice, ma serviva per caricare il primo video):

Che gioia, che piacere, con lo schiaffto dalle note dure ma cadenzate di Smoke on the water sono entrato in un questa piccola antologia del mio rock personale, delle mie scosse preferite.

Non che io sia mai stato soprattutto un amante di questo genere così forte.

Ma, certamente, qualcosa si muove, si muoveva, e si muove ancora, quando la chitarra batte, quando la voce si alza, il ritmo impazza, la foga incalza …

Cos’altro vuoi di più dalla vita?

Soddisfazioni ?

Eccole:

Anche questo mi mandava, mi amandava e mi manda in sballo.

Si, i Rolling, proprio loro, erano davvero straordi, nari, ma non mi piacevano poi davvero troppo.

Queste due canzoni si. Anche qualche altra, anzi molte altre. Adesso qui non c’è spazio.

Dico solo Angie, eh?

Che cosa c’è in queste canzoni – in queste note sconclusionate – che stanno scorrendo sulla pagina?

Pezzi d’infanzia.

Sono più che fotografie istantanee.

Quelle, le istantanee, sono schegge che inchiodano solo in istante. magari lo inchiodano per sempre, ma rimane troppo soggettivo, per diventare un’esperienza da mettere in comune.

Invece in questi video, in quei suoni, in quelle canzoni c’è il tempo, c’è lo scorrere del tempo, c’è una memoria. La mia memoria personale e quella di un’epoca. Così posso condividerla meglio su questa pagina.

E ppoi ci sono sapori, odori, sensazioni, sentimenti.

Sono i loro.

Erano i miei.

Sono e restano ancora i miei, visto come si agitano dentro.

E sono anche i tuoi, no?

I tuoi, di te che leggi. No ?

Ecco, adesso passo a qualcosa di più vicino ai miei gusti musicali, di più calmo, di più … ordinato, se si può dire così.

Io sono, ero e sono ancora, così, un … melodico, un pò melodico, melodico a modo mio.

Melodico complicato.

Ecco Angie, canzone che mi ha fatto battere forte il cuore …  quando il cuore batteva per un qualche giovane angelo della mia gioventù un pò chiusa e timida… chiusa fra le colline alte, o montagne basse, della mia privincia, della mia città antica, millenaria, della quale avevo imparato ad amare i visi, le persone, le rughe e le pietre, le colonne, gli archi, il centro storico, le stradine…

Memorie del tempo andato ancora vivo, che viveva ancora in quei ruderi, nelle sale della Rocca, sulla scena dell’antico teatro romano, nei rioni abbandonati ancora semidiroccati e smozzicati dalla guerra e dall’incuria della storia…

Memorie che non vogliono andarsene, che sono come il sale, che condisce il mio sugo, la mia pasta, la insaporiscono, consolida le ossa, tiene attiva e desta la cirolazione, l’attenzione…

Quanto cose passano sulle ali di queste canzoni.

Che attrezzi potenti sono.

E che materiali preziosi !

… Oh, ma c’era dell’altro, anche molto altro…

Vediamo un pò.

E’ un miracolo davvero Youtube, materializza qui, davanti agli occhi miei, oggi, le immagini di suoni che hanno vagato per decenni dentro la mia anima senza coagularsi mai in colori, in volti, in mani, in occhi, o corpi, mossi o immobili, scossi o perturbati, espressioni assorte o arrabbiate…

Che miracolo il tempo moderno.

Che gioia poterlo tenere fra le mani, abbracciarlo come un bambino.

E’ discolo, si, impertinente, egoista, proprio come un bambino, il tempo moderno.

Corre sempre, frenetico, infaticabile, sembra argento vivo. Bolle corrosive di mercurio che bruciano le mani,  se si cerca di trattenerlo…

Ma senza di lui !

Ecco, ecco…

Una parte di me è fortissimamente intrisa di questi suoni … eccoli, sgorgano fuori da una sorgente incantata …

Una sorgente inesauribile.

Calda, carezzevole, una corrente alla quale lasciarsi andare, braccia calde che ti cullano…

Ecco, eccoci alla sorgente del tempo.

Tempi.

Che tempi quelli.

Si andava nello spazio, sulla luna, fra le stelle.

Si cercava qualcosa di nuovo, di nuovo davvero e lo si cercava anche dalle parti dell’uomo.

Un uomo diverso.

Un uomo che poteva anche venire o andare nello spazio, abitarlo, colonizzarlo.

Ma in modo ecologico, costruttivo, buono, inclusivo…

Ecco, era questo che volevamo. Che volevamo e che voglio ancora oggi.

E lì, nello spazio, mentre andavamo a conquisatre dimensioni ancora sconosciute, lì, cosa c’era, cosa si sentiva, che suoni, che melodie, che musica?

Lì vagavano e ci conquistavano le prime atmosfere elettroniche, perfette, dolci, suadenti, stranianti…

Eh, no… basta … non ho abbastanza spazio…

No, non ho proprio più spazio.

Ci vorrebbero pagine …

… e pagine…

Ecco, erano questi i miei colori, le mie atmosfere. Alcuni, solo alcuni.

Ne ho dato un’idea.

Solo un’idea.

Quant’altro c’era.

Quant’altro, dentro di me.

Dentro di me.

Nell’immenso spazio che ho dentro, vivono, mi accorgo, li sento, si muovono, sono felici,  ancora oggi mondi immensi come allora, così grandi.

E moltissimi altri ancora, ce ne sono. Altri se ene sono aggiunti, colori nuovi, nuovi suoni, profumi e sapori che allora, ai miei 17 anni non avevo conosciuto ancora, non potevo neanche immaginare!

Tesori, immense ricchezze, fortune incommensurabili.

Sono conservate dentro di me.

Si, certo.

E moltissimo altro ancora.

E si muove, ancora oggi, ora come allora.

Orbite  eterne.

Ed io, io esisto e mi muovo.

Mi muovo e vivo, mi muovo e vivo con loro, sulla loro rotta.

Il mio intero spazio è determinato grazie al loro movimento inarrestabile, alla loro eterno oscillare senza fine.

E quando … per me, qui, non ci sarà più spazio, quando io me ne andrò, libero, quando non ci sarò più, qui, e andrò a cercarmi la libertà da qualche altra parte, io andrò lì.

Io sarò lì, in quello spazio.

Eterno.

Immenso.

Per sempre


(Adesso è l’ora – The Who, 5:15  ! – di salutare, no ?

…. al prossimo viaggio …

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2 pensieri riguardo “LE VOYAGE DANS LA LUNE

  1. Quanta musica, quanti ricordi, fanno proprio bene questi suoni anche perchè domani sera festeggierò e ballerò al suono di queste canzoni , per l’ occasione metterò pantaloni neri con gilè nero di paiettes e sandali altissimi.
    Anche io ho amato molto Angie ed anch’io sono felice che esista you tube, un vero miracolo, si trova tutto, ma proprio tutto quello che cerchi…a gratis.
    Sono passata per farti un sacco di auguri, che in questo sacco ci siano 365 giorni di luce e d’ amore per te e la tua famiglia…ed ora un brindisi:
    CIN CIN BUON ANNO

    Mi piace

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