IL MAGO

 

E così il mago è senza bacchetta !

I poteri di un mago sono tutti lì, in quello strumento che sembra così semplice e che, invece, permette di sovverire le leggi di natura.

Fare apparire le cose dal nulla.

E poi, a piacere, farle scomparire di nuovo.

Volubile, sfrontato, esibizionista, il mago confonde i nostri sensi, raddoppia e triplica ogni immagine del reale, sdoppia la fissità del vero e la moltiplica come un caleidoscopio incantato,  frantuma  la rappresentazione del mondo in mille e mille schegge luccicanti, baluginanti, leggere, effimere comei lustrini e le pailletes.

In quella bacchetta è il potere che permette al mago di dare ad ogni cosa l’ordine di sottomertersi ai suoi voleri !

Non v’è chi possa avvicinare la propria forza a quella del suo comando ! Nemmeno un dio !

Ma ora il mago è senza bacchetta !

E’ lì, solo, indifeso, fragile.

Un mago privo della propria forza è come un angelo caduto, un titano impotente, un gigante in catene.

Ed ora può accadere di tutto !

Come può essere vera una situazione del genere ?

Un mago senza bacchetta.

Non lo so.

Un caso, forse. Una circostanza come l’altra. Una distrazione. Un furto … una banale dimenticanza … o un segno dell’età, una ferita del tempo.

Forse è la vendetta del demonio … o il miracolo di un dio invidiioso … oppure il maleficio di uno stregone, il sortilegio di uno sciamano …

… Certo … qualcosa di un altro mondo …

Qualunque ragione ci sia stata, si vede, chiunque può vederlo !

Il mago è senza bacchetta !

La sottile materia dell’universo che, solitamente, al suo comando, prende le forme architettoniche della sua fantasia deforme, ora, giace grigia, fredda, inutile, sporca e ingombrante come la cenere consumata di un corpo disfatto.

La corrente della vita che, ai suoi ordini, viene sovvertita per circolare nelle direzioni più imprevedibili, è spenta, stagnante,  un fiume che si sia istantaneamente  immobilizzato, un mare immoto.

Tutto è come se fosse in preda ad un incantesimo di morte. Una stregoneria mal indirizzata.

Il sorriso diabolico perennemente stampato sulle sue labbra sottili durante il suo spettacolo quotidiano, quel sorriso che sottomette ogni volontà alla sua forza ed al suo dominio, ora, quel sorriso già sempre senza calore, è una gelida smorfia di delusione, un’espressione incredula d’impotenza.

L’interrogativo della morte resta sospeso, senza risposta, sul volto del mago.

Il suo mondo, quel mondo di forza onnipotente e volubile, all’improvviso, s’è incrinato.

E sta crollando, trascinando nel mare oscuro del Nulla informe quella che, fino ad allora,  era stata l’eterna potenza creatrice della magia !

Sovvertimento. Ribellione !  Eversione dell’onnipotente legge dei maghi !!!

Anarchia !

Ogni potere è cessato. Ogni forza decaduta.

Ogni cosa ha cessato di obbedire !

Ogni singola molecola del suo potere infinito ha perduto la capacità di attrazione.

Gli atomi della sua forza si sono sciolti in monadi cieche e mute particelle, slegate da ogni legame con la sua volontà.

Il ferro si è corrotto nella ruggine. Il legno nel tarlo. La vita nella morte.

Gli astri ondeggiano e perdono la via della consueta traiettoria orbitale celeste. I pianeti si liberano del vincolo di gravità che li tiene insieme  nel coordinato movimento diella danza cosmologica e si perdono sulla strada del vuoto. Le stelle rabbuiano, si confondono, si urtano e sbattono, provocando temperie di sussulti e movimenti  al di fuori di ogni controllo.

Neanche nella notte del caos era mai stato così !

Tutto, tutto è pervaso della folle entropica legge dell’ingovernabilità.

I punti che segnano i cardini dello spazio e le direzioni dei venti, le linee tracciate sulle carte marittime e  le rotte spaziali, tutto si confonde, tutto smette di stare al posto che gli era stato assegnato, tutto impara a disobbedire a qualsiasi comando, ad essere indipendente da un qualunque sistema di logica o di comportamento.

Dappertutto è disrdine e disperazione !

In ogni animo, in ogni cuore, in ogni sguardo è il terrore del vacuo.

Perduto il punto d’appiglio che provoca il sostegno di ogni imoressione dei sensi.

Nulla osserva più  le sembianze di come che doveva essere fin dall’inizio.

Nessuna fedeltà alla propria forma, alla propria materia, al proprio destino.

Ciò che ha l’apparenza di essere qualcosa, improvvisamente percepisce di non essere più se stesso.

Niente è più niente.

Nulla ha più forma, nè apparenza.

La luce si perde nel buio.

Il caldo si mescola col freddo.

L’acqua, l’aria, il fuoco e la terra si annullano a vicenda.

Solo, il mago resta ad ammirare quest’ultima magia mal riuscita.

Senza più bacchetta per comandare, a suo piacimento, sugli elementi sconvolti.

Non è più nè giorno nè notte.

Non c’è più fuori che dentro.

Non regge più neanche il diaframma di cristallo che difendeva l’interiorità della sfera in cui era stato imprigionato, il primo giorno dellaa creazione, il potere che appartiene a chi sa esercitare la magia.

Sono liberi, e confusi, il passato, il presente ed il futuro. E ciò che fu deve ancora accadere, mentre ciò che si attende per sempre ha già provocatoil suo esito finale.

Tutto implode ed esplode davanti agli occhi senza espressione del mago.

Lo spettacolo, certo, è memorabile.

Mai era riuscito, il Mondo ad offrire qualcosa di simile !

Un’evento davvero unico.

Uno spettacolo irripetibile !

Un privilegio essere parte di quell’istante al di fuori del tempo.

Terrore, paura, frustrazione, rabbia.

E gioia, entusiasmo, orgasmo, sublime ammirazione del caos.

Tutto era impresso insieme nell’animo del mago.

Un viluppo inestricabile !


Le sue dita vibrarono, scosse, nello sforzo intenso di dare ordini a quel governo disobbediente che si ribellava sotto i suoi occhi.

O forse accadeva, quello spettacolo immondo,  dentro di lui.

Non riusciva, confuso, più a distinguere bene.

Le vibrazioni indolenzivano le dita ossute del vecchio ed il suo braccio era rinsecchito come un ramo secco senza foglie d’autunno.

Un vento freddo spirava dentro di lui, violento, secco.

Una tensione spasmodica faceva contrarre il suo esile corpo, lungo e legnoso.

Poi, improvviso, proruppe in un urlo.

Un lampo di luce, in quell’attimo, subito annientato da una densa ombra senza colore, scoccò violento per spegnersi, poi, immediatamente subito dopo.

E in quel mentre s’udì distinto, per una infinita frazione di tempo, l’eco dei tuoni misto ai sordi rantoli promanati dal disordine che squassava il Mondo.

S’inarcò.

Sbattè le ali.

Spiccò un salto verso il punto in cui una volta era fisso il cielo.

Un istante dopo schizzò rapido come un fulmine.

E non rimase più nessun segno  di lui o della sua esistenza.

La sua orma sulla terra svanì.

La memoria delle sue gesta si consumò come la pietra battuta dal mare.

Nessuno, nè dio, nè creatura, seppe mai più che un mago era stato, in una attimo, inghiottito dalla sua stessa magia.

Viene conservata nella Reggia della Magia una bacchetta e nessuno sa più come sia potuta restare così a lungo senza un padrone, nè a chi sia, una volta appartenuta, nè quale destino abbia potuto mai scrivere una storia così.

Nessun nome conserva impressa la memoria di quegli eventi.

Neanche più i maghi, ormai, esistono, per poter tramandare il racconto di quanto successe quella volta.

E, di fatto, neanche questa storia è più conosciuta.

Neanche la traccia dei suoi segni esiste più.

E’ svanito ogni riflesso di quanto sia mai avvenuto.

Nulla più è o è mai stato !

Ecco il potere magico della dissoluzione !

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2 pensieri riguardo “IL MAGO

  1. Piero, se Berlusconi passa dal tuo blog, e legge il tuo racconto, lascerà il Governo ed andrà alla cerca della Bacchetta Magica…ma se tu hai qualche idea dove possa essere vai e prendila prima tu.
    Buona domenica …e buon lavoro per la settimana entrante.

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  2. Cara Paola, anche se lo so che questo pezzo può essere preso some una cosa politica, ti prego di credermi che non è affatto così.

    Detto in altre parole: l’ho nascosta bene la bacchetta, nella Reggia dei Maghi!

    Un bacio
    e buona settimana anche a te

    Mi piace

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