NAME (c 4)

Il mio nome.

Il mio nome è Pietro Donato.

Ma Piéro mi faccio chiamare.

Pietro Donato è registrato all’anagrafe di un piccolo paese di campagna cotto dal sole, schiaffeggiato dal vento, sputato dalla pioggia, scartato dalla neve, profanato dal gelo, offeso dal soffio irriverente del vento. Un grumo di case annichilite dall’immensità sconfinata della pianura, accoccolato sui filari bassi della vite, addormentato sulle morbide foglie larghe del tabacco, abbarbicato ai tronchi contorti degli ulivi secolari, cullato dall’andamento regolare del ritmo eterno delle stagioni, delle albe e dei tramonti, sempre uguali e ogni giorno diversi.

Pietro Donato è una stringa di un codice amministrativo scritto nella lingua di Nabucodonosor, un’incisione a forma di chiodi in una manciata di fango cotta dal sole.

Pietro Donato è l’eco di un mondo regolare e perfetto, l’aria inalata da un polmone che si espande al ritmo battuto di una sistole regolare, cronometrica, ampia, indifferente, olimpica.

Pietro Donato è un modello di precisione astratta, di teoria, di scienza matematica calcolata sulle quadrature delle orbite perfettamente circolari di un universo senza imperfezioni.

Pietro Donato non ha una storia e quindi non ha un presente nel quale possano stare racchiuse le gesta degli eroi dei popoli del mondo ed i progetti di libertà di tutti gli schiavi del mondo.

Pietro Donato non ha un tempo nel quale abitare, nè una vita nella quale starsene nascosto.

Pietro Donato non ha un compito da svolgere nè una missione da compiere.

Pietro Donato non ha mai commesso una colpa, un peccarto, un errore.

Pietro Donato è più di un uomo, di un eroe o di un dio.

Pietro Donato è l’alto suono di un nome potente, il rimbombo dell’esistenza di un mito, l’ombra di un gigante che regge un destino sulle spalle di pietra.

Pietro Donato è un desiderio, una speranza, un progetto, una legge, un imperativo.

Pietro Donato è un nome sopra il forglio di un registro d’anagrafe nell’immensa foresta della burocrazia di un piccolo paese di terra seccata dal sole, di cespugli seccati dalla siccità estiva, di pozzi scavati nelle viscere della terra, di sentieri diretti verso il nulla dell’orizzonte che si allarga verso il mare senza limiti.

Petro Donato è un fantasma, un miraggio, un’ombra che si dilegua quando s’avanza la luce ed arretra la notte.

Pietro Donato è al confine del Nulla.

E. Ma è così sottile che è come se non fosse.

“Chiamatemi Ismaele”.

No, chiamatemi Piéro.

Piéro è.

E’ zoppo, monco, menomato, malato, muto, sordo, balbuziente, piagato, infetto, ferito, sanguinante.

Piéro è imperfetto, cadùco, passeggero, corruttibile.

Piéro è di misera carne, di povera materia, di nero fango, di sputo e di sangue e spurghi insani.

Piéro tutto ciò che di vero c’è al mondo.

Piéro è basso.

Piéro è gobbo.

Piéro piange.

Piéro parla.

E ride, soffre, gioisce, guarda, comprende, domanda, meraviglia.

Piéro è figlio della terra, frutto degli alberi, seme dei frutti, petalo dei fiori, colore dei petali, profumo dell’aria, sospiro d’amore, raggio di luce, puro sentimento.

Piéro è l’atto del dio, l’opera dell’artista, il figlio della madre.

Piéro è il suono di una melodia, il ritmo del tempo, il verso della poesia, lo scandire delle orbite del multiverso libero da ogni legge.

Piéro è la reale esistenza di ciò che si consuma.

Piéro è la realizzazione della legge umana.

Piéro è l’autore del libro del creato, il pubblico per cui viene recitata l’opera del mondo, la condizione che determina l’esistenza dell’essere.

Piéro è la metafisica che trascende, la legge che giustifica l’immanenza dell’esistenza, la legge che tiene insieme le cose ed i mondi.

Piéro è il tutto che nasce si consuma e finisce.

Piéro è il Nulla che cessa soffre del suo tradimento si ribella lotta e torna a trionfare.

Piéro è.

Piéro è e se non fosse, nulla più sarebbe.

Piéro.

Ecco, ecco il mio nome.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. teoderica ha detto:

    Piero, è un racconto autobiografico?
    Io non so che dirti, sento un dolore molto più forte del mio, mi fai “paura”, spero che sia solo un romanzo, o almeno me lo auguro per te.
    Sicuramente sono troppo eccitabile io.
    Ciao.

    Mi piace

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