Eterno ritorno

Boucher – Diana al bagno

Dove si ferma,

la sera,

l’acqua del fiume,

stanca

del suo scorrere

eterno ?


Si ferma nel mare,

l’acqua del fiume,

carezzata dal cielo.


E il mare, dimmi,

maestro,

dove prende l’argento,

di notte,

d’eterno il colore

del mare ?


Lo prende alla luna,

quel riflesso d’argento,

all’amante del cielo.


E la luna,

maestro,

dimmi, la luna,

dove si specchia,

nel cielo,

l’eterna bellezza ?


Si specchia nel sole,

il bell’astro d’argento,

nel lago di luce dorata.


E, dimmi, la luce,

mio dio,

dove accende la forza

la luce del sole,

la fiamma

che arde in eterno ?


L’accende dal lampo,

guizzante saetta

che squarcia la notte.


E il tuono, padre mio,

allora, dimmi,

dimmi del tuono,

che scuote l’eterno

come annuncio di morte.


E’ annuncio di pioggia,

quel rombo tonante,

il rintocco del cuor.


Tic, tic, …, din.

Tac, tic, …, dan.

Gocce … tac … din …

Rintocchi d’eterno.

Schiocchi sul tetto, scroscianti.

Li senti, papà ?


E’ la pioggia, figliolo,

gran madre del fiume,

vagito al mattino.

2 pensieri riguardo “Eterno ritorno

  1. E’ tua la poesia?
    E’ così dolce e scorrevole, proprio come l’ acqua che parte dalla sorgente ed arriva al mare….sì caro Piero, la natura ci insegna che è…un semper eterno ritorno.
    Ciao e buona domenica.
    PS azzeccatissima la raffigurazione di Boucher che hai messo per accompagnare la poesia.

    Mi piace

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