EMOZIONI

On the road again…

Di nuovo in viaggio.

In viaggio.

Per andare alla ricerca, di sè, degli altri, di un mondo, di un sogno, di un fantasma …

In viaggio.

Per fuggire, per dimenticare, per cancellare, per annientarsi, per perdersi, per svanire …

In viaggio …

Per conquistare, dominare, depredare, accumulare …

In viaggio.

In viaggio per mille rgioni diverse.

In viaggio.

Per conoscere, per scoprire, per cambiare e per scambiare e mettersi in discussione e perdersi e ritrovarsi e non riconoscersi e vedersi sempre diversi e ritrovarsi anche, sempre, uguali e mai cambiati …

Si, in viaggio…

Loro, i Canned Heat, una volta, una volta di tanti anni fa, loro che emergono dalle nebbie dei ricordi in bianco e nero, “di nuovo in viaggio”, lo dicevano così:

Di nuovo sulla strada
Solo non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada
La vita che amo è suonare con i miei amici
E non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada
Di nuovo sulla strada
Andando in luoghi dove non sono mai stato
Vedendo cose che non potrò mai rivedere
E non posso aspettare di essere di nuovo sulla stradaDi nuovo sulla strada
Come una banda di zingari, percorriamo l’autostrada
La nostra amicizia è la migliore
E siamo convinti che il mondo sarà dalla nostra parte
dalla nostra parte

E’ di nuovo sulla strada
Solo non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada
La vita che amo è suonare con i miei amici
E non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada

Di nuovo sulla strada
Come una banda di zingari, percorriamo l’autostrada
La nostra amicizia è la migliore
E siamo convinti che il mondo sarà dalla nostra parte
dalla nostra parte
E’ di nuovo sulla strada

Solo non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada
La vita che amo è suonare con i miei amici
E non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada
E non posso aspettare di essere di nuovo sulla strada

Si, loro lo dicevano così.

E catavano l’avventura di un viaggio che era un andare e, al tempo stesso, era anche un eterno ritorno.

Era il ritornello di una voglia infinita di lasciarsi dietro il mondo delle cose già note, già conosciute, degli amici, la musica, i sentimenti di sempre.

Ed era anche il desiderio di mettere alla prova il proprio essere ed il proprio mondo…

Si, il viaggio è un’eterna metafora della vita, con le sue speranze, le sue illusioni, le sue paure.

Il viaggio …

Ma il viaggio è anche una metafora.

Una metafora perfetta, che parla di tutto e di niente, dui quello che si ha e di quello che non ha, di quello che si vorrebbe e di quello che ci è negato.

E’ la metafora dell’eterno abbandono e quella dell’eterna ricerca.

Dell’incosolabile pianto e dell’irraggiungibile desiderio.

Della perduta innocenza delle origini e dell’illusoria ricerca di una nuova Età.

 Si, basta cambiare la parola VIAGGIO, la parola STRADA.

Basta sostiuire quelle parole con le altre dimensioni della percezione, con gli altri modi di essere in “comunione con il mondo” ed ecco che si compie il miracolo !

Un viaggio è scrivere, tenere la propria rotta su una mappa. Un pò come queste scomposte pagine della “repubblica indipendente”, che, ormai, nessun ordine riesce più a tenere insieme, se non un anelito di irrefrenabile libertà.

E’ un resoconto di viaggio, quindi, una pagina scritta, una lettera, un volo della fantasia …

E lo è, così, anche una canzone.

Oppure il tratto di una matita, o un disegno, o una macchia di colore, un colpo di sgorbia …

E un itinerario di viaggio sono una carezza, un bacio, una promessa…

Viaggiare è anche percorrere la strada che conduce dalla cosciente veglia all’inconsapevole irrealtà del sonno più profondo.

Il sonno, l’incosciente abbandono.

Quel mondo che sembra l’universo dell’irrealtà, del non essere, del nulla, e che invece esiste, è tangibile, concreto, materiale.

Lì s’incontrano, in un primo momento, i mostri e gli angeli di cui si nutre l’inconscio che ci guida nell’oceano infinito della vita.

 Ed è durante il viaggio che esplora quel mondo, un mondo che sembra rarefatto e disabitato, una volta varcata l’ultima soglia, le colonne d’Ercole dell’esperienza materiale  e della coscienza,  una volta raggiunto il limite estremo del braccio di mare lungo il quale si dipana il percorso esistenziale del Mondo battuto dal vento del Tempo… una volta lì, in quello spazio sconfinato, che sembra al di là della coscienza dell’uomo …


 

Lì si trovano mondi infiniti ! 

Basta volerli scoprire !

Lì, compiuto il viaggio che conduce dalla dimensione di ciò che dà l’illusione di essere reale all’altra, opposta, alla dimensione in cui le cose materiali si nascondono e perdono cosistenza, lì, in quell’oscuro spazio d’infinito che sembra tenebra, in quella sospensione che sembra morte, lì abitano creature meravigliose, sorprendenti, inimmaginate …

Da quella dimensione dell’insondabile provegono le note musicali, le melodie e i ritmi …

E i segni magici che formano le vocali e le sillabe, le parole per dire i racconti delle storie che racchiudono le nonnumerabili esistenze degli uomini …

E le mille e mille sfumature cangianti e le forme e i colori delle cose …

E le vibrazioni che danno vita agli istanti infiniti che formano i minuti e le ore …

… e la vita…

… e l’eternità …

… che è prima, che è quella nella quale attingiamo l’esistenza …

… e che resta dopo, quando depositiamo il nostro bagaglio e restiamo in silenzio ad ascoltare l’ininterrotto canto dell’universo …

Ecco, questi odorosi frutti, queste fragranze d’ambrosia, queste melodie celesti, è da lì provengono.

Lì, come creature primordiali, queste sensazioni leggere abitarono per interi cicli infiniti di ere, prima di congiungersi a noi, per i pochi istanti che battono per la nostra vita.

Lì, in quelle sempreverdi distese d’erbe e di fiori accarezzate dagli incessanti e tiepidi baci di Zefiro, li tornano, quelle doci creature di sogno, quando, inevitabilmente stanchi, ci coricheremo per riposare le membra.

E deve essere un privilegio davvero di gran valore poter stare con loro almeno per un poco, mentre, come dei eterni, si stringono a noi nel panteon delle nostre emozioni…


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