You/TU

Gustave COURBET – L’ORIGINE DELLA VITA



E tu, bocciolo rosa,

d’inebriante nettare,

tu, ricopri primavera.

Tu, fanciulla graziosa,

Tu, di miele odorosa

tu, tenero bocciolo,

tu, turgido di vita, ti ergi.

Tu, tenero bocciolo fragrante,

tu, profumo di dea innamorata,

tu, fiore di rosa odorosa,

tu, rubra pioggia d’oro,

tu, fluorescente piacere,

tu, tu, tuono potente,

tu esplosione di vita,

tu, fantasma d’amore,

tu, tu, sì,

tu ossesso d’amore, si,

tu, tu, sordo Satana,

tu bruci nei giorni miei !

Tu, ansimante bocciolo di rosa,

tu, gemito trattenuto,

tu, sospiro di bambola,

tu, ardente piacere di brace,

tu, lussuria, carne consumata,

tu, intimo spasimo,

tu, frigido brivido rubato,

tu, fremito di cavaliere indomito,

tu, assalto di soldato ardimentoso,

tu, follia inconsulta di centauro ribelle,

tu, lancia in resta, tu, ombra, scalpiti.

Tu, Cerbero in arcione,

tu, possente furore di demone,

tu diabolico spasmo,

tu, onnipotente angelo,

tu, spada sguainata,

tu, insanguinato dardo,

tu, impazzita fiamma,

tu, calore che dentro mi ardi,

tu, ti ergi, babelica torre.

Tu, onnipotenza degli dei,

tu, lubrica lingua universale,

tu, corruttibile sapere magico,

tu, fatale maschera dell’uomo,

tu, immondo piacere della bestia!

Tu, potere incontrollato,

tu, piacere, tu, musica,

tu, pazza carne, tu,

tu, scimmia,

tu, verso di musa,

tu, sinfonica orgia,

tu, dionisiaca perdizione!

Tu, dio, tu, perdonami!

Tu, santa pietà,

tu, io invoco. Perdona.

Tu, lascia la mia  carne,

tu. Tu!

Tu! Lascia il mio essere.

Tu, morte, lasciami solo !

Tu, putrida fine,

tu, lasciami andare !

Tu. Tu ! Mostro ! Tu, musa,

tu, dio, tu, uomo, tu,

tu, tu, mio io,

tu, mio essere,

tu, mio immondo esistere ,

tu, sì,

tu, tu lasciami

essere !

Tu !

Te lo ordino!

8 thoughts on “You/TU

  1. Triste destino attende lìuomo nuovo, cara Paola mia!
    Destino asessuato e asettico.
    Destino senza gloria ma senza dolore, senza piacere, ma senza sofferenza.

    Mi viene in mente un testo di Guenon, che afferma che la luce nasce dal buio, la musica dal silenzio, l’uno dallo zero.
    Se non ci fosse il buio non si potrebbe distinguere la luce.
    E dal silenzio si separa il suono e grazie a quello questo viene al mondo.
    Lo zero deve dividersi, per dare alla luce l’unità, e a sua volta l’unità deve frazionarsi per offrire la duplicità…
    La dimensione più grande è quella del caos, dell’increato.
    Il Nulla.
    Da quello fuoriescono le cose, che sono necessariamente destinate a consumarsi e decadere, a tornare nel grembo del nulla eterno, immensa nutrice e fatale destinazione.

    Così, senza il dolore non c’è il piacere.
    Senza la corruzione, la purezza.
    Perciò, un mondo asessuato ed asettico non potrà esistere, perchè altro non c’è al mondo che cose corruttibili ed infette, cose che si corrompono e muoiono. Strazianti silenzi che danno vita alla sinfonia della vita.

    Ovviamente, noi, razionalisti, parmenidei, eredi della filosofia dell’Ellade classica, siamo certi che l’Eseere sia il tutto, e che il nulla non possa neanche essere pensato. Pensiamo che l’Essere sia indiviso ed eterno, assoluto e sferico, uniforme e pieno.
    Pensiamo così di esorcizzare il terrore del ritorno. Il ritorno che il destino ci assegna. Il ritorno al nulla da cui proviene il nostro esistere. Il ritorno all’incoscienza da cui nacque la nostra coscienza individuale.

    Ma questo pensiero mi sembra fatalmente destinato a perire, come dici tu, Paola mia, a naufragare in qualche laboratorio di vita asettica ed asessuata. Dove l’esistenza umana si conforma alla macchina.

    Per questo, cara paola, io urlo, a volte.
    Per questo dico:

    … … … … …
    tu, mio immondo esistere ,
    tu, sì,
    tu, tu lasciami
    essere !
    Tu !
    Te lo ordino!

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  2. massù, non siate così pessimisti e nostalgici! Il laboratorio è eterno così come il calore che dentro ci arde🙂

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  3. Anonymus, forse hai ragione, il laboratorio è eterno, come il crogiolo dell’esistenza, che ribolle della nostra vita.
    Ma mi spieghi perché sembriamo pessimistici e nostalgici?
    Perchè la via della pura scienza non ci convince fino in fondo?
    Perchè quella via trascura altri lati del nostro essere?
    Bada, non parlo di aspetti religiosi, metafisici, o similia.
    Parlo di tutto quello che dà il calore del fuoco che dentro ci arde (come dici tu).
    Quello, oggi, la scienza l’ha dimenticato acceso da qualche parte. Dentro di noi. Ed arde! Arde forte.

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  4. Posso scrivere una cosa semplice? Magari, così, ci accorgiamo che possiamo trovarci d’accordo?
    Io penso che la vita sia una possibilità molto limitata che ognuno si gioca come meglio può e sa. E noi che stiamo qui a scriverci siamo già molto privilegiati nelle chances rispetto ai tantissimi che sono meno fortunati, fermo restando che alla morte nessuno potrà sfuggire.
    Il destino asessuato e asettico non mi riguarda, perché non ho voluto sceglierlo e non voglio sceglierlo.
    Vivo al confine tra nichilismo e utopia, in un luogo la cui dimensione-verità è l’inquietudine, il frammento,l’attimo,la tensione,il gusto sessuale della vita(in senso pasoliniano)

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  5. Cara Laura .
    scusa se mi intrometto, ma anch’io vivo sul confine, sia fisicamente che metaforicamente, e ti assicuro che vivere sul confine si è a volte straziati, perchè ci si sente inadeguati al nuovo ed inadeguati al vecchio, divisi fra il pensiero tecnologico/scientifico ed il pensiero legato alla madre Terra fra il pensiero occidentale e quello orientale.
    Si cerca il punto fermo e non lo si ha…io così vivo male, vivo fra passato e futuro così non vivo il presente.
    Mi ritengo più fortunata di tante persone ma ciò non lenisce la mia ansia……….ti ho risposto perchè trovo nel tuo commento serenità di fondo e mi auguro di acchiapparla anch’io.
    Ciao Laura.

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  6. Sono felice che il dialogo avvenga, vi faccia scambiare quello avete dentro.
    Io mi limito solo a dire che capisco Paola, la sua ansia, perchè vivere sul confine può provocare l’ansia, come quella che può attanagliare l’uomo che cammina sospeso sul filo.
    Ma ad altri, a me per esempio, la vita apre domande, più che offrire risposte. Un pò Socraticamente, più scavo per scoprire e capire (scienza, o meglio, atteggiamento scientifico contemporaneo incluso) più scopro che ci sono sempre più cose da scavare e scoprire.
    Ma la certezza sta dentro di me.
    Ogni volta che calo un colpo di vanga lo so che sto per scoperchiare nuove domande, anche mentre sto appagando la/le curiosità del momento. Curiosità irrefrenabili, almeno intellettualmente.
    E più so che c’è ancora da scavare e scoprire più mi prudono le mani, più la vanga mi si fa leggera.
    Ansia?
    Si, solo quella che un giorno finirà tutto questo.
    E quel giorno so bene che avrò davanti un campo sconfinato ancora da scavare.
    Ma almeno ne avrò scavata una parte, con grande gioia e soddisfazione infinita!
    No ansia no.
    Quando finirà la mia attività di scavo qualcun altro dovrà continuarla.
    Lo farà qualcun altro. lo so.
    E questo mi basta.

    Ma senza domande sarei morto di già. E anche tu, Paola, fuori dal confine e senza le tue paure, non saresti morta anche tu? E tu Laura? Senza la tua dimensione utopico/nichilista? Cosa avresti?
    Siamo così, e poichè non possiamo essere diversi (ormai ci accettiamo, alla nostra età) ci piaciamo, no?

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  7. Cara Paola-Teoderica,
    non sei la prima persona che mi attribuisce la serenità.Diciamo che accetto con razionale serenità il s’ offrire
    continuo che la vita ci propone ed impone(compresa la vita interiore),perché ho capito che questa è la vita. Mi piace e mi dis-piace nello stesso tempo, ma non vorrei vivere diversamente:Pietro ha ragione.

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