POMERIGGIO DI CRISTALLO

Albert MOORE – IL MUSICISTA

C’era un’aria di cristallo, oggi pomeriggio sulla città.

Sembrava che un manto di luce avesse avvolto i tetti antichi, le cupole, i santi appollaiati sui timpani delle chiese.

Un manto baluginante, giallo e arancio insieme, che si fondeva con l’azzurro terso e lieve del cielo trasparente.

Un bagliore pulito, guizzante e limpido al tempo stesso, puro come l’acqua di certe fonti adamantine.

Piano piano in quel mare cristallino mi sono immerso, senza provare la sensazione di gelo che mi rimanda il vivido cristallo dell’acqua marina.

Ho cominciato piano a nuotare in quel lago di purezza.

Galleggiavo leggero e sereno.

E mentre andavo, spensierato come un pesce d’argento la città allargava le braccia per accogliermi, come una vecchia amica, una madre, una dea.

Mi ha preso e mi ha dato un bacio, un casto bacio sulla guancia.

A sinistra.

Ed ho chiuso teneramente gli occhi.

Quando li ho riaperti il chiarore si era trasformato in riflesso di fiamma.

Il celeste era sfumato in cobalto,  in verde, in arancio e, giù, in fondo, in giallo.

Le forme delle chiome dei pini, dei tetti, le guglie dei campanili erano diventate vive ombre immobili, appena sfumate dal riflesso dell’ultima luce che si spegneva alle spalle dell’orizzonte.

Ho aperto bene gli occhi e … sono rimasto incantato.

L’estasi del colore che sfuma è sottile, inafferrabile, impalpabile, come l’emozione che si condensa dentro al cuore quando diventiamo tutt’uno con la natura. E’ come l’esile trillo di una corda di violino che si spegne nell’anima e la lascia attonita, stupita, meravigliata ad ascoltare l’eco delle ultime vibrazioni che ancora permangono e si fondono col silenzio.

Ecco, ecco il miracolo della luce, la magia del cangiante universo che muta dentro di noi davanti ai nostri stessi occhi increduli.

Ecco il miracolo che avviene.

La mutazione che gli alchimisti cercavano nella bruta materia.

Il ferro in oro!

Nessun miracolo avrebbe mai potuto corrompere la materia per darle il presuntuoso valore dell’oro!

Non la materia. Mai.

Ma la luce, la luce del giorno che trasmuta nel puro diamante senza ombra della sera, quella si.

La luce, inafferrabile, incontenibile, altezzosa, libera, volubile…

La luce si, lei si, sa compiere il miracolo, sa darsi alla  metamorfosi davanti ai nostri stessi occhi.

La luce che brilla nel cielo, alle volte, è così trasparente che sembra l’anima del mondo che si libra come un’aura scintillante sulle cose. Ed è così  densa che sembra includere il tutto delle cose in un senso completo, che solo la nostra anima individuale può cogliere.

Che miracolo, quando avviene quel dialogo dell’anima, fra l’assoluto trasparente del riflesso smerigliato dell’atmosfera trapassata dalla luce del sole ed il finito opaco ,che riposa, assopito, dentro ognuno di noi!

Quale magica alchimia si compie quando quel bagliore si spegne nell’ultimo riflesso del sole che va a tenere compagnia al nostro finito opaco, a dare calore a quel mondo di brivido che è sempre in bilico fra entusiasmi e paure, materia divina e polvere umana !

Oh, non c’è di meglio che nuotare in quel mare cristallino!

Lasciarsi andare, galleggiare in quella bolla sospesa fuori dal tempo, che volteggia nell’infinito nulla perso nell’eterno che per sempre diviene e ci trasforma…

E’ un miracolo che non si può raccontare.

Basta puntare gli occhi in quella direzione abbagliante.

Basta abbandonarsi a quell’esperienza mistica che è la vita quotidiana che prende il colore epidermico del tutto, il profumo dell’ogniddove, la consistenza del per sempre.

Alle volte il miracolo si compie davanti ai nostri stessi occhi e allora godiamo di quell’estasi, momento supremo del nostro essere.


C’era un’aria di cristallo sopra la città, oggi.

Un cristallo che vibrava e dava l’intonazione della vita alle cose più sorde.

Era bello starlo ad ascoltare, con l’orecchio teso.

Non percepiva nulla, in effetti, l’orecchio, col suo timpano presuntuoso e tecnico, pronto a cogliere la pur minima variazione d’intensità dell’aria.

E non percepisce nulla tutta la materia, non percepisce nulla di questo dono che il cristallo profonde nell’aria.

Non è cosa che tocca gli elementi, che ha a che fare con la chimica, che dialoga con le leggi della fisica.

No.

Non esiste spettrometro che possa misurare quella luce cristallina!

Un fatto magico, un raggio divino, una visione di stordita follia.

E’ un’esperienza che esplode dal di dentro, che scaturisce improvvisa al contatto degli occhi con quella trasparenza luccicante.

E’ un singulto, un sospiro, una contrazione del diaframma.

E’ una creazione che si compie grazie alla nostra appartenenza divina, superiore, sovrumana.

E’ di questa stessa natura che si nutre la creazione degli dei, figli nostri cui consacriamo i nostri sentimenti migliori.

E’ questo il colore della potenza che si compie.

E’ questa la luce che ha dato vita al Tutto, una volta.

Questo il riflesso che ha illuminato la notte eterna, ha ordinato il caos ed ha offerto consolante compagnia alle divinità, perse fino ad allora in insignificanti beatitudini solitarie.

Ecco cosa c’era stasera in quel cristallo sfolgorante nel quale era immersa Roma, quando l’ho vista, al pomeriggio, dolce creatura dalle morbide carni di seta.

Annunci

2 Replies to “POMERIGGIO DI CRISTALLO”

  1. Sapevo della bellezza dei tramonti di Roma, ma tu con la tua ode mi hai fatto venire voglia di rivedere Roma, mi hai fatto pensare ad una struggente Roma… Roma non è poi tanto bella nella periferia ma nella tua ode c’è amore per Roma , tutta Roma perchè tu non citi i suoi monumenti più famosi tu innalzi Roma tutta.
    Ciao.

    Mi piace

  2. Grazie, Paola carissima.
    Roma alle volte è baciata da una luce che si può descrivere.
    Ho riletto adesso il testo. Si, tu dici che è un’ode a Roma tutta. Si a roma tutta. Ma l’ode vera, il vero miracolo era quella luce di cristallo in cui si poteva entrare e nuotare…

    Le mie parole spesso sono troppe, eccessive, sovrabbondanti. Per quel miracolo non c’erano parole, non ne servivano. Era la luce a brillare e dovevo solo godermela. E l’ho fatto, andando a passeggio per un’oretta.

    Poi ho provato a raccontare, a condividere quella bellezza.Io ci ho provato.
    Ti ringrazio per la grande pazienza che mi dedichi.
    Ho provato a replicare quel miracolo.
    Che presuntuoso!

    Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...