ARS GRATIA ARTIS

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Non è, questa qui sopra, l’immagine dell’Italia di questi giorni ?Un’immagine perfetta, precisa, assoluta. Eccone una trascrizione in parole. Mie. Povere e malinconiche.

Verità.

Verità strangolata da un bavaglio.

Verità strozzata.

Verità che hai il respiro spento nella gola.

Respiro.

Respiro di un popolo.

Respiro che muore in un singulto.

Verità, devi farti kamikaze, per farti sentire !

Verità.

Verità negata.

Verità muta, tradita, venduta.

Verità che volgi via la bocca dal bacio volgare di Giuda.

Verità costretta.

Verità presa con la violenza.

Verità cui è imposto tra le cosce il più turpe disonore.

Verità profanata.

Verità, l’aula che dovrebbe tributare onori al tuo buon nome è il talamo del disprezzo e del disonore.

Verità.

Verità, povera creatura innocente condannata all’esilio.

Verità, noi, te, accogliamo, povera piccola, pura e casta vergine.


Italia.

Puttane.

Puttane trasformate in angeli.

Poveri angeli con gli occhi tinti ridotti a puttane.

Puttane.

Puttane trasformate in matrone.

Puttane con case da maitresse e uffici da ministri.

Puttane.

Puttane che passeggiano innocenti.

Puttane, spaurite, sfruttate.

Puttane sui viali notturni.

Puttane di  periferia, desolate.

E puttane cogli abiti di strass.

Puttane dei salotti buoni e puttane dei palazzi del potere.

Puttane, puttane, puttane.

Puttane ventenni, tremanti, schiave di tenera carne.

Puttane trentenni e di tutte le età.

Puttane fatte Madonne per stare davanti all’altare.

Puttane consigliere.

Puttane per prestare servizio al consiglio dei ministri.

Puttane di tutte le taglie,

buone a svestire ogni divisa !

E poi …

E poi, pastori.

Pastori che si mangiano gli  agnelli.

Pastori che affogano gli agnelli nel mare rosso del loro stesso sangue.

Pastori.

Pastori, guardiani dell’innocenza che rubano la purezza.

Pastori, demònii travestiti da santi!

Santi pastori che nel silenzio, complici, assistete i sacrifici al demonio!

Pastori santi sugli altari.

Santi sui tetti delle chiese e pastori che palpate il seno degli agnelli.

Pastori accomodati alla ricca mensa imbandita.

Santi ciechi, pastori stanchi,  falsi santi.

Santi traditi, bestemmiati, offesi.

Pastori che inseguite il gregge.

Gregge di agnelli impauriti.

Pastori satanici, volgari cow boy.

Vaccari, butteri, pecorai.

Pastori.

Pastori coi paramenti.

Pastori mascherati per alzare falò a Carnevale.

Pastori con le mani lunghe e le vesti corte.

Pastori e puttane e ministri all’assalto.

Verità del gregge.

Verità sgozzata.

Puttana, verità.

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2 Replies to “ARS GRATIA ARTIS”

  1. Certo che ci vai giù duro.
    La parte che più mi ha colpito è quella della verità.
    Verità strangolata da un bavaglio.
    Verità strozzata.
    Verità che hai il respiro spento nella gola.
    Questa verità è talmente spenta e mescolata e rimescolata e triturata che non si riesce più a coglierla, mentono e sputano sulla verità ed io non riesco più a coglierla con sicurezza, ci hanno tolto la verità e ci hanno dato la menzogna vestita di falsa verità.
    Sconsolata ti saluto.

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  2. Verità si declina allo stesso modo sia al singolare che al prurale.
    E’ una e molteplice.
    E’ unica per ognuno. E al tempo stesso è molteplice, così come ognuno di noi è molte cose insieme.
    Ma nonostante questo non concepisco l’incoerenza, l’obbedienza a più verità di comodo.
    Nè concepisco affatto le verità di regime, imposte con la forza, con la violenza, con l’arroganza della legge.

    Ma ben comprendo che in questo mondo di “individui” ognuno sente di essere una Verità a sè stante: se la vita è sacra, dovrà per forza essere sacro anche quello che dà contenuto alla vita stessa.
    E cosa può dare contenuto alla vita se non la Verità?

    Ma si può discutere una verità, seppure soggettiva e molteplice e sfuggevole?
    Principi logici:
    1. La verità afferma – senza tema di smetita – che ognuno esiste: lo si può smentire?

    2. La verità afferma per ognuno la percezione dei sensi: lo si può smentire? Forse.

    3. La verità afferma per ognuno “il modo di leggere il mondo”, quello che io chiamerei “cultura” in senso ampio. Si può smentire? Certo che si. Ma fino a che punto?

    4. La verità afferma le idee/punti di vista che ognuno matura intorno a se stesso ed alla propria percezione del mondo: lo si può smentire forse? Sicuramente. Ma ad ogni affermazione di verità finisce per corrispondere una negazione. Dobbiamo ammetterlo.

    5. eccetera…

    1. Il punto 1 forse non si può smentire. Ma perchè nonon si può? Non lo so bene. Forse perchè è una specie di paradosso logico dire ad uno che è morto e non lo sa e che lui invece pensa di essere vivo. Ma è un paradosso che nella logica potrebbe pure starci.

    2. Il punto 2 forse si può smentire, si può discutere sul senso/significato delle percezioni dei sensi (incubi, sogni, inganni sensoriali…). Ma anche in questo caso, si può sementire realmente che quello che i sensi ci metteno in mano è del tutto falso? Escludiamo le patologie, le allucinazioni, i deliri. Escludiamo le sostanze psico-attive. Resta la verità/inganno di come diamo significato alla percezione dei sensi.

    3. Le “culture”, le chiavi attraverso cui interpretiamo la nostra esistenza in relazione agli altri. Sono verità senz’altro relative, niente di assoluto. Ma quanto conseguenze da questa considerazione!

    4. Le idee/punti di vista si possono smentire perchè sono per definizione “opinioni”. Ma senza opinioni cosa saremmo? Burattini!

    5. eccetera …

    La verità ce l’hanno già rubata. Vogliono imbavagliarci. Anzi. Ci hanno già imbavagliato.
    Lo sai che amo i dubbi e non le certezze.
    E so che tu ami il confine, che è una terra di nessuno, a cui non appartiene nessuna verità preconfezionata!
    Per questo non posso restare imbavagliato!
    E neppure tu.
    Le tue verità passano dai colori dei tuoi disegni, dei tuoi quadri, delle tue immagini.
    Non sei forse libera di scegliere il colore della verità che ami di più?

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