E passano i giorni…

Alberto porta i capelli bianchi,

arruffati come Einstein,

e chissà se ha sognato tra i banchi

d’insegnare l’Uno perfetto.


Natasha ha dolci gambe  eccitanti,

come le aveva Maria Maddalena,

e chissà mai se Fortuna vorrà

farla grande, puttana, in città.


Claudio è fatto vecchio per strada,

come un povero cane randagio,

e chissà se il tempo che va adagio

gli riserva un corona di fiori.


Marianne si porge col seno dolce,

come Madonna al Bambino,

e chissà se un giorno suo figlio

sarà elettrotecnico, lassù, a  Torino.


Diego indossa un vestito lamè,

come un gaucho nella milonga,

e chissà, pensa, l’amore dov’è,

tra le cosce d’un ballerino.


Selene si vende sola la notte,

come la luna nuova nel buio,

e chissà se nella roulotte

c’è ancora una bimba che aspetta.


Alberto si buca, ormai disperato,

come un misero naviglio sbattuto

e chissà avrà anche lui battezzato

un giovane angelo, un fiore spezzato.


Silvia è  nuda, pelo nero di seta,

come una docile cagna cubana

e chissà se il dolore di vita

le ruba le forme di dea pagana.


Hamad affila la lama bianca dei denti,

come un cane che ringhia, affamato,

e chissà se mai ha lasciato

l’orizzonte infinito del deserto dorato.


Margot promette il miele del sesso,

come una bestia condotta all’amplesso

e chissà se è così dolce davvero

soffrire d’un nero scolo di morte.


Aristhide ha ancora un bel sogno,

come un disfatto trans haitiano,

e, chissà, se per partire ha bisogno

di una siringa infilata nel bagno.


Katia depressa non riesce a mangiare,

come un sterile ramo d’autunno,

e chissà se con la rugiada la sera

riuscirà il suo grembo ancora a fiorire.


Lorenzo fuma ancora le canne,

come uno spento bancario ubriaco,

e chissà che mondo vedrà

quando il suo sogno si appannerà.


Irina è bionda e cova in segreto

un grande dolore d’icona violata,

e chissà se neanche ricorda

la steppa gelata da cui un giorno è fuggita.


Si compion così destini di vermi,

di mille angeli passati inermi …

e passano i giorni …

e passano i nomi …

lasciamo  che Notte

pian piano ritorni …

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. teoderica ha detto:

    Si compiono così, come strofe di una canzone
    i destini, su questa terra,
    passano i giorni e passano i nomi,
    e passano i giorni e passano i corpi …
    E’ uno dei tuoi scritti più “veri”, l’ ultima strofa ha già tutto in sè.
    Ciao e buona domenica.

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  2. pietroperrone ha detto:

    Cara Paola, mi ha emozionato molto il tuo commento.
    Ho anche rilavorato molto sul testo.
    Non so se in meglio o in peggio, ma l’ho rivisto…

    Buona domenica anche a te

    Mi piace

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