MADNESS

Il futuro. Che musica, che profumo ha il futuro?

Il futuro. E cosa è, il futuro?

Qualcosa di inafferrabile, che ancora deve materializzarsi.

Qualcosa che è possibilità pura.

Probabilità.

Essere in potenza.

Essere virtuale.

Un seme che sarà un albero.

Un seme che sarà un uomo.

Un destino che si deve compiere.

Un disegno che deve essere ancora sviluppato.

Un motore da mettere in moto.

Una meta da raggiungere.

Un sogno da realizzare.


Il futuro. Una volta, tanto tempo fa, prima che qualcuno rubasse agli uomini il tempo, il passato ed il futuro, lasciandoli nudi in un presente di abiti perennemente fuorimoda, prima che il tempo fosse rubato agli uomini, il futuro aveva tante immagini che lo rappresentavano nel mondo.

Erano immagini a volte meravigliose.

A volte erano più sogni sul punto di materializzarsi che materia concreta.


Altre volte, invece, si trattava di immagini terribili, tremende, crudeli.

Altre volte ancora, si trattava di figurine in cui sembrava andarsi a nascondere, come in un gioco, il futuro, che illuminava il presente, gli dava un senso, un valore, un significato, una speranza.

Il futuro.

Certe volte abbiamo ancora l’istinto di credere che il futuro esista. E quelle volte, in quelle occasioni, dovremmo davvero interrogarci, porci la domanda: “ma … sta per accadere quello che … ? “

Sta per accadere?

Accadrà davvero quello che m’illumina il cuore, mi addolcisce lo sguardo, mi indurisce la mascella?

Accadrà ? O è solo follia, pura pazzia, opaca, incosciente, incomprensibile aspettativa che qualcosa che abita nei nostri desideri possa davvero materializzarsi davanti a noi ?

Abbiamo l’ingenua incoscienza, a volte, di aspettarci davvero che quello che ci aspettiamo dal futuro accada.

Siamo incoscienti quando mettiamo gli occhi nel mirino di una macchina fotografica e siamo pronti a tirare il grilletto.

Il colpo partirà davvero ?

E davvero accadrà quel miracolo che trasferisce la realtà che si trova ora, adesso che la vedo davanti a me, nella memoria della mia digitale ?

Miracolo di incredibile potenza, quello che materializza un’immagine posta davanti ai miei occhi, magari miglia e miglia lontana, nella memoria della digitale nelle mie mani !

Quante cose possono accadere in quella frazione millesima di eterno che separano il programma della mia foto dal salto nel tempo che devono compiere le cose per farsi rappresentare nella memoria fotografica!

Che ordine incredibile devono assumere le circostanze intorno a noi perchè si incatenino esattamente come il mio desiderio comanda!

E così incatenate decidano di obbedire al mio comando, e non vogliano, invece, per un sussulto della loro volontà indisponibile ai miei ordini, cambiare il mio progetto, cassarlo dall’ordine delle cose possibili, eliminarlo dal novero delle possibilità della mia esistenza…

Così una fotografia diventa una vera scommessa col caso!

E quante volte la mia scommessa è stata perdente!

Le foto mosse. Quelle sfuocate. Quelle scure. Quelle sbagliate. Quelle scartate. Quelle che non mi sono piaciute. Quelle … che non sono riuscito a scattare. Quelle che ho immaginato. Quelle che sogno di notte. Quelle che mi corrono davanti agli occhi durante il giorno, mentre sono assorto nella più profonda distrazione …

Ed io, ingenuo, che penso sempre si tratti di errori, di sbagli, di calcoli sbagliati, eventi e circostanze non preventivate …

No.

No.

La risposta sarebbe molto più semplice se credessi davvero all’ordine della realtà e non a quello dei miei desideri.

Sono le cose che non mi obbediscono.

E’ il futuro che si sta prendendo la sua libertà.

E’ la natura, la realtà, la vita, che si sviluppa nel suo senso più proprio, secondo il suo disegno più intimo, secondo il suo destino più indipendente.


Oh, il futuro!

Meraviglioso sguardo in uno specchio che riflette la mia stessa immagine deformata.

Deformata secondo un’abitudine autistica e prepotente.

Delirio di piegare le leggi dell’Universo al volere di un minuscolo ammasso di materiali chimici tenuti insieme da un’inspiegata energia che chiamo Coscienza.

Delirio di onnipotenza.

Pensare di poter obbligare il Creatore ad eseguire i nostri volubili desideri, la nostra infima volontà.

E quante volte mi accorgo che l’immagine che rimanda quello specchio è falsa, traditrice, infedele, anarchica, disobbediente …

Basta solo che io desideri qualcosa che quella volubile proiezione del mio essere non desidera, non vuole, rifiuta, respinge, scaccia …

Come una mano che respinge una mosca petulante !

Così fuggo via, spaventato, deluso, frustrato, come una mosca scacciata via malamente.

E come un moscone ronzante, quante volte continuo ad infrangermi contro quel limite invisibile che mi separa dalle immagini del mio futuro !


Oh, che belle immagini aveva il futuro, invece, una volta, neanche tanto tempo fa !


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