MUSA

Musa, prendimi Musa. Prendimi per mano. Accompagnami, stasera.

Ho voglia del calore tuo. Ho bisogno di te, profumata, morbida mia Musa.

E’ necessario, per me, stasera, sentire il sapore dolce delle tue labbra umide.

E’ sera, sai, dolce Musa, e di sera il respiro s’affioca, mentre Selene s’avanza. Selene!

E’ la vita mia che scivola via, stasera, se non accarezzo il tuo seno candido.


Musa, ti prego, prendimi, portami nel tuo paradiso, nell’olimpo dell’Arte.

Ti prego, fammi da guida, mostrami il ramo d’alloro, sussurra al mio orecchio.

Cedimi la tua voce, prestami il tuo occhio, intreccia le tue mani alle mie. E conducile.

Piano, accompagnale nel solco del tuo piacere di dea, di madonna gravida d’arte.

Stringile, strette, non farle scappare, le mie labbra intimidite, le mie parole fuggiasche.


Musa, delicato petalo di un giorno fiorito, divina fonte di vita eterna.

Dura un minuto soltanto la tua apparizione che annuncia il Creato.

E poi appassisci, e fuggi, e scompari, dissolta, tenue arcobaleno del cielo.

Leggiadra fanciulla dalle leggere gambe veloci, t’avanzi pei viali, e sparisci,

nel viale della vita. E lasci secca la mia bocca. Senza suono. Lira spezzata.


Io t’invoco, rosa carne di rosa rossa d’amore. Io ti adoro. T’imploro.

Io ti sogno, ti bramo, ti prego. Apparizione fugace, ombra di nebbia.

Idolo d’amore e di guerra. Simulacro d’immensa forza immaginativa.

Musa dalle membra delicate, capelli di seta, occhi d’azzurro del cielo.

Forma di pura materia cesellata. Parto del cielo. Figlia dell’Uomo.


Oh Musa. Ecco. Ti vedo, ti tocco, ti stringo, ti abbraccio.

Oh, gelida pietra, rancido colore disfatto! Mi sfuggi, ti sciogli!

Oh io ti temo, fantasma svanito, demonio alato di morte.

Duri l’attimo di un inganno folle del Tempo! Pallida ombra

dissolta dal sole. Cotonosa nube d’estate evaporata nel cielo.


Il nulla, la sabbia, granello del mare. Incalcolabile goccia d’Infinito.

Ecco, tanto dura il tuo abbraccio, tanto è fedele il tuo amore!?

Ad un altro, già ad un altro, sei corsa a porgere i bòccioli rosa

dei tuoi seni di volubile bimba corruccia. Nei tuoi occhi traversi

già brilla il nuovo lampo d’ardore, ed il suo, maledetto, d’altro poeta!


Poeti, musici, artisti. Gente di strada! Maledetti! Scarti immondi di dei!

Bari, infedeli, banditi, fetide carogne! Via! Via! Lasciate a me la mia Musa!

Via! Scappate! Fuggite! Sparite! Ombre maledette di nani! Buffoni! Perfidi mostri!

Lasciate la mia Musa! Lasciatela a me! Lasciate la mia unica gioia! Il mio essere, mio amore!

Maghi, sciamani, stregoni, ciarlatani alchimisti! Falsi dottori! Maestri di morte! Infetti appestati!


Piccola Musa candida e immobile! Il tuo sangue rappreso oscura il mio sguardo.

Ho sporche le mani, che le tue, calde, strinsero. Oh, attimo d’amore infinito,

appassito in un istante disperato! Come rimbomba questo silenzio di morte!

Com’è immobile il tuo suono. Com’è oscuro il tuo nero. E com’è pallido il tuo aspetto,

Selene!


Diavolo mi hai preso! Hai vinto! Porta via il tuo trofeo. Esponilo. Vittoria hai avuto!

Stasera!

Annunci

5 pensieri riguardo “MUSA

  1. Se la musa ti ha preso, non dormire, scrivi quello che ti detta, quando arriva occorre prenderla perchè altrimenti ciò che avevi in testa in quel momento, domani non sarà più, scriverai qualcosa d’ altro, ma quello che avevi in quel dato momento non sarà più…afferra la tua musa e sii riconoscente della sua visita.
    Ciaooooooooooooo.

    Mi piace

  2. Quando la Musa arriva arriva.
    Peccato arrivi solo per pochi attimi, come un miraggio, un sogno, un’illusoria realtà.
    Ma lascia segni in quelli che, come voi, gradiscono i suoi regali.
    Io vi ringrazio di avermi indirizzato quei segni. Era no rivolti a lei, ovviamente.
    Se, quando, tornerà a trovarmi, li porgerò da parte vostra, ringraziando lei come adesso faccio con voi.

    (madonna che poeta che sto diventando!!!!!!!!!!!!!)

    Mi piace

  3. L’ho trovata oggi. Ti lascio in buona compagnia…
    Laura
    La musa (Da Il giunco)

    Quando la notte attendo il suo arrivo,
    la vita sembra sia appesa a un filo.
    Che cosa sono onori, libertà, giovinezza
    di fronte all’ospite dolce
    col flauto nella mano? Ed ecco è entrata.
    Levato il velo, mi guarda attentamente.
    Le chiedo: “Dettasti a Dante tu
    le pagine dell’Inferno?” Risponde: “Io”.

    1924 Anna Achmatova

    Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...