DREAM


Questo post è dedicato a Paola, Teoderica, a te, amica mia.

Ho letto il commento al Trip. Il commento di una giornata piovosa, che qui a Roma è solo nuvolosa e grigia.

Ho letto il commento che parla di un sogno fermo, immobile, che non vuole volare, oggi.

Il sogno.

Il sogno, lo sai Paola, non si può fermare.

Mai.

E’ la sua natura stessa a portarlo in alto nel cielo ed oltre le nuvole, al di sopra del sole e degli astri, oltre la volta, oltre ogni universo.

Celeste.

Azzurro.

O grigio.

O plumbeo.

A volte il sogno è un cristallo brillante.

A volte solo una cappa pesante e oscura…



Il sogno vola alto, alto.

Il sogno è il nostro doppio.

E il noi oltre noi stessi.

Il sogno è il regno dell’arte, la casa degli dei, il paradiso o l’inferno della nostra anima.

Il sogno duplica le nostre energie, raddoppia il nostro mondo, aggiunge alla rigidità dei giorni che scorrono, la leggerezza della musica che si alza leggera verso il nostro cielo.

Come la musica di questo post, amica mia.

Sempre la stessa.

Ma pure sempre il doppio di se stessa.

Sempre uguale e sempre diversa.

Fatta della materia leggera musicale, che si ripete con i suoi intrecci e i suoi arabeschi.

Materia che non riesce, però, a tenere sempre la stessa consistenza e lo stesso peso. La stessa linea e lo stesso passo.

Ondeggia, vaga, procede decisa, ma sempre in unaa direzione diversa. E non perchè non sappia dove vuole andare.

Solo è che il suo spazio è l’intero spazio che c’è nel nostro animo. Uno spazio infinito, che lei vuole riempire perchè la sua natura è proprio come la natura del sogno.



La riconosci, no ?

Quella doppia vita della musica e del sogno è il doppio della vita stessa, dell’essere al mondo che siamo.

La vita, che ha una faccia come quella di una statua classica. Assoluta,  come una composizione musicale eterna. Variopinta,  come la pittura impastata coi colori di tutte le stelle.

La vita, sempre uguale in ogni parte del mondo e sotto la pelle di ogni uomo, qualunque colore abbia la sua tavolozza o il mantello del suo sacerdote.

La vita ha anche l’altra faccia, quella che è giovane e vitale come l’esplosione di una cascata.

Quella che moltiplica le cellule del nostro esistere senza possibilità di controllo da parte della nostra volontà.

Quella che trasforma ogni giovane affamato di vita in un vecchio sazio, pronto a dormire l’ultimo sonno senza sogni.


Vita, sogno, musica, essere, gioia…

Lo so, tra queste parole si infilano mille inserti di malinconie e tristezze, come tra le pieghe della vita si infilano le spine del destino …



Ma l’esplosione della vita fa tremare i vetri delle finestre dietro cui abbiamo nascosto gli occhi.

Non tu, Paola, non io, ma oggi, tutti, abbiamo nascosto lo sguardo dietro un vetro opaco che deforma i nostri sogni in incubi inquietanti, la musica in assordanti motori rumorosi, la vita in una vuota scena di film senza sceneggiatura…

Ecco perchè sento nell’animo che il doppio – che qui rappresento con le doppie esecuzioni delle musiche più eterne – che il nostro doppio è pronto ad aiutarci come un angelo custode, ma più fedele a noi stessi e più infedele.

Ci conosce più a fondo, perchè sa che siamo noi stessi proiettati su un altro schermo.

Ma sa che ha una vita sua, indipendente, un’altra chance dei nostri giorni, comunque vadano…



E’ un viaggio.

Verso un’altra destinazione.

Quella che abbiamo dentro.

Quella dei sogni.

Quella dei colori, che tu, Paola, ami tanto.

Quella dei vestiti colorati di chi ha piegato la potenza dell’energia elettrica al servizio della musica eterna. E per fare questa magia ha indossato i panni originali di rockstar oggi invecchiate.

Panni che però non riuscivano a nascondere il magico potere di quegli stregoni di vent’anni…


Peccato che il tempo non torni più indietro e ci lasci la sue tracce solo in questi contrasti…

Là in mezzo, fra quegli interstizi, si annida la gioia del sogno, Paola cara.

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4 pensieri riguardo “DREAM

  1. Grazie, con sorpresa ho visto da me il tuo link col titolo dream, mi sono detta andiamo a vedere eeeeeeeeeeee che sorpresa un dream dedicato a me, ne ho proprio bisogno, perchè mi sono resa conto , così all’ improvviso che non ho più sogni non ho più il coraggio di farli, perchè sono stufa di vederli pestati. I sogni/video che tu hai messo quello che più mi è piaciuto e più mi ha addolorato è il Beethoven degli Emerson, ho visto e ascoltato quel video e mi sono tornate alla mente le utopie pazzesche e che sembravano possibili…l’ invenzione di Gaia fatta in quegli anni, il peace and love, l’ estremo vivere…e che ne abbiamo fatto di Gaia e gli altri sogni dove sono finiti ?
    Buonanotte Piero e grazie della tua gentilezza.

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  2. Perchè non mi pasrli di Gaia? E’ un’esperienza che non conosco.
    E gli altri sogni: sono sempre dentro di noi. Dobbiamo imperare a coltivarli, senza finire allucinati dal loro polline.
    Ma senza il loro profumo la vita sarebbe … morta, no?

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  3. Negli anni “70 nasce il movimento per la salvaguardia della natura ed alla Terra viene dato il nome di Gaia… si diceva che ci saremmo autodistrutti, che occorreva tornare ad un’ economia sostenibile, c’erano desideri e quindi sogni…oggi con tutti i cataclismi naturali o voluti dall’ uomo i desideri ed i sogni sono già stati fatti negli anni che hai proposto tu…non si sono realizzati…che cosa ci rimane da sognare?

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