GORGO

Sergio PADOVANI

Scenografia per la performance teatrale “SONO SEMPRE SOLO” scritta e diretta da Marco Rebeschi . Pannello 8×2 metri – In collaborazione con Francesco Manenti

Viaggi, viaggi, viaggi.

Vortici. E turbini. E gorghi. E tempeste. E cicloni.

Ci spingono.

Questo viaggiare, oggi, si svolge fra mostri spaventosi e paradisi meravigliosi, ricordi nostalgici ed angosce sotterrane, fra memorie del passato e speranze future, fra fotogrammi di realtà e schegge di follia.

Ecco, viaggiare.

Su una mongolfiera, trascinati dal soffio delle correnti del cielo.

Sulle ali del vento, che ha rapito un aliante e se lo abbraccia come un innamorato impazzito.

Nelle viscere della terra, catturato dalla corrente vorticosa del fiume primordiale che raggiunge l’utero della vita.

In una nube nera d’inchiostro, che cancella la memoria del mondo.

Lungo un sentiero stretto stretto, che rasenta i confini degli abissi dell’anima.

Dentro le gole del desiderio, che annienta ogni volontà e domina l’istinto della bestia.

Verso una meta sconosciuta, impossibile, irraggiungibile.

Accompagnati dal nebbioso oblio, dal delirio, dall’incubo della fine.

Spinti dal sogno, dalla meraviglia, dall’amore…

Viaggiare, si, si, viaggiare.


Viaggiare è la metafora della vita.

Viaggiare in treno, in auto, in nave. Sono una forma del sogno, la forma del mondo artificiale, la forma dell’uomo che ha lasciato dietro di sè la natura e si è fatto diverso, differente, terzo, altro.

Viaggiare a piedi, con la testa persa nella nebbia dei sogni, dell’illusione di arrivare, di avere una meta, una destinazione, una missione, un compito, un incarico, un ufficio.

Follia! Pura follia!

Viaggiare senza muoversi. Ansimare restando immobili. Giungere senza essere mai partiti.

Ecco, essere qui. Lì. Ovunque.

Essere noi e non essere.

Essere terra e cielo e acqua e aria e fuoco e tutto e niente.

Ecco, il viaggio.

Perdere tutto per ritrovare tutto cambiato e tutto eguale.

Perdere il proprio tempo e conquistare quello dell’umanità intera.

Uscire dall’universo e trovarsi prima del primo battito del tempo.

Guardare e vedere prima che la luce possa partire dal centro del sole.

Sentire, amare, soffrire, piangere, per la propria ombra.

Stringere forte le mani, gli occhi, i denti e spingere dentro l’ansia di vivere che morde.

Ecco.

Si, ecco il viaggio che ci aspetta.

Il viaggio col cavallo che, agile, galoppa verso un si sa dove…

Il viaggio perfetto, il viaggio vero, il viaggio che riempie le cronache, che porta verso l’oltre, che raggiunge la linea dell’orizzonte, che scende sotto la sfera delle stelle, che raggiunge il centro dell’uomo…

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2 Replies to “GORGO”

  1. Bel video, e bella la musica in sottofondo………vi siete fatti proprio un bel viaggio, io non ho mai visto la Sicilia, grazie al tuo video ne ho un’ ulteriore visione…….eh vi siete fatti proprio un bel viaggio.
    ^_^

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  2. Si, davvero è stato un bel viaggio. La bellezza della Sicilia è pari solo ai suoi contrasti.
    Accanto ad una tessera d’oro di un mosaico millenario, una strada più in là, puoi trovare i segni di una povertà altrettanto millenaria.
    Il tempo, lì, e la forma delle cose, non ha la stessa consistenza di altre parti d’Italia o del mondo.
    Lì si vive ancora – almeno per certi versi – in un’epoca diversa.
    Poi, accanto a questa vita lì ce n’è una corrente, uguale a quella che svolgiamo tutti i giorni a Roma o a Ravenna. Così si possono vivere due vite contemporaneamente.
    Non è un privilegio, il loro?

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