JOURNEY

Rafal Olbinsky

In viaggio mi sono messo, con una mia foto in tasca.

Ho voglia di andare, una voglia smisurata.

Voglio essere sicuro di non perdermi.

Per questo ho messo nella tasca di dietro dei pantaloni quella foto.

Lo so che andare vuol dire perdersi.

Non posso impedirlo.

Per questo ho messo anche una cartina insieme alla foto.

La guarderò quando avrò paura di avere perso la strada.

Farò un viaggio nel mondo delle meraviglie.

Ho un desiderio matto di scoprire che altri occhi

non possono vedere le meraviglie del mondi.

Gli altri occhi sono ciechi, sordi, muti,

cuori senza baci, mani senza carezze.

Voglio andare, leggero, libero, puro

cristallo adamantino, scintilla di luce eterna.


Voglio andare nel regno delle meraviglie.

La strada, l’ho vista, passa di qua.

Nasce al mattino, nella terra senza confini,

il fiume che arriva cavalcando da Oriente.

E stasera, al tramonto, senza catene,

berrò i raggi rosati del sole d’Occidente,

limpidi e dolci come succo di pesca.

Mangerò del pane bianco, di lievito salato,

e come un pesce guizzante nel mare salterò.

Sarò fulmine tra le nuvole, un passero, uno storno,

e come una farfalla, verde foglia con le ali,

su un petalo colorato mi poserò, annusando

l’aria informe, invisibile fantasma d’amore

che il cielo riempie col gesto del volo.

Un’ombra sarò, senza greve materia.


Colore, profumo, mutevole forma fantastica.

Eccoti, ti stringo, compagna terra, regina madre,

femmina feconda, amante dai seni dolci di latte.

Superba bellezza di terra, isola della Meraviglia,

in viaggio, amandoti come un uomo impazzito,

ti voglio conquistare e amandoti, spossandoti,

un amplesso eterno voglio strappare al tuo ventre.

Terra di Meraviglia, purezza senza colpa,

materia senza gravità, sorella, figlia, pia santa.

Nel tuo solco sul monte posso adagiare, tiepida tana,

il mio seme di mandorlo e, un giorno, felice, vedere

un mandorlo fiorito vagire e dare luce alla notte.

Colore contro il buio. Dolce canto contro il silenzio.

Stomaco sazio. La fame mostruosa sconfiggerai,

figlio dei mandorli in fiore, e le catene spezzerai,

della schiavitù e della morte e della noia delle bestie.


Voglio andare.  In viaggio.

In viaggio mi voglio mettere, con la mia foto nella tasca

e la cartina geografica del cielo e delle stelle

e delle rotte marine e delle maree e dei mille venti

della rosa tentacolata. Voglio andare.

In viaggio. In viaggio, verso la terra della Meraviglia.

Volando su una nuvola, soffiando, spingendo, remando.

Un viaggio senza fine,

un viaggio senza tempo,

un viaggio …

Voglio andare, adesso.

Adesso devo andare.

Adesso.

Rafal Olbinsky

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2 Replies to “JOURNEY”

  1. Si, Paolotta, ho staccato un pò la spina, ci voleva.
    Ho girato un pò la Sicilia, tra contrasti di bellezza e povertà, arte e degrado, meraviglia e sgomento.
    Ma le prime hanno prevalso sui secondi.

    La migliore medicina per il mio sentire è viaggiare, andare in giro, in vacanza. Mi rimette in equilibrio, mi apre tutti i pori, mi fa respirare profondamente, mi da ossigeno e forza.

    Mi piace

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