Le Fosse Ardeatine, porta dei campi Elisi.

Lo sparo rimbombò come un tuono.

L’odore della polvere bruciata si mischiò con quello della polvere e del sangue.

La testa reclinò di fianco e l’alito divino fuggì da quella bocca inutilmente spalancata.

Nessun grido. Nessun gemito. Nessun suono. Nessun fiato. Nessun sussurro.

Il comandante del plotone ordinò di ritornare al reparto.

Nessun segno di pietà, nessuno sguardo di sgomento, nessun segno di umanità, niente, niente di niente.

Restò solo il corpo immobile, lì a terra, come una statua di marmo gelido.

Nessuna lacrima. Nessun dolore.

Nessuna comprensione.

Nessun senso.

Nessuno riconobbe lo strascichìo del passo della Morte che salutando cortesemente afferrò l’inutile fardello steso, quel cencio scolorito, quella foglia secca, vizza.

Nessuno udì il lento masticare dei vermi.

Nessuno sentì più nulla dopo il colpo secco dello sparo, l’ordine del capitano, il passo del plotone che si spegneva lontano.

Lo scatto del chiavistello a catenaccio che chiudeva in sicurezza il portone della baracca che fungeva da caserma  risuonò per ultimo.

Fu suggellato così il battente di legno, l’ultimo baluardo, la barriera estrema, la soglia che separava, o legava per sempre,  l’Inferno della morte consegnata dal plotone al domicilio della vittima ed il regno del Nulla delle coscienze inebetite dalla violenza della guerra.

Il plotone eseguì la sua consegna in quella mattina senza luce del 24 marzo 1944.

Fra le vittime, trecentotrentacinque fra civili e militari, ricordo qui, uno solo per tutti, Pilo Albertelli.

Simbolo di coraggio civile.

Uno solo per tutti.

Nessuna dignità d’uomo seppe riscattare quella vita, nè le altre di quella triste giornata di guerra, nè quelle altre ancora che erano già cadute, nè le altre che sarebbero state falciate di lì alla fine della mostruosa guerra.

Nessuna pietà umana seppe proteggere il bene della vita di coloro che erano caduti in tutte le guerre del mondo.

Nessuna compassione potrà redimere il buio vuoto delle coscienze che conducono gli uomini in guerra, i soldati ad obbedire, gli uomini a massacrarsi.


Sono andato a visitare il luogo dell’eccidio, il luogo delle cave di pozzolana delle Fosse Ardeatine.

Un tempio di morte.

Sorge su quella stessa terra nera, su lo stesso manto di erba verde, sopra le stesse gallerie di pietra delle catacombe paleocristiane.

Area consacrata alla Tenebrosa senza pietà, dunque.

Presaga del dolore degli uomini, l’Inconsolabile eternità del Nulla ha posto lì, in quei campi coperti di tenera verzura, la rappresentanza diplomatica del proprio Regno.

Non può sfuggire il contrasto fra il rigoglio orgoglioso della Natura in fiore nei primi giorni di primavera che sbocciavano e la sterile brulla polvere di pozzolana che ricoprì, calcinandoli,  i corpi sepolti in quelle gallerie dell’Oltretomba, in quell’accesso dell’Ade, in quella porta dell’Inferno senza fiamme e senza alcuna redenzione.

Corpi che da secoli, per secoli, implorano il perdono di chi li uccise.

Perdono per essere stati vittime.

Perdono per essere stati causa di tanto dolore.

Perdono per essere stati uomini.

Perdono per avere avuto una Fede.

Perdono per aver creduto.


Il plotone, varcò la soglia che separava il Nulla in cui avevano lasciato a marcire l’immobile ombra del giovane uomo e si rifugiò tra le braccia dell’Oblio.

Il comandante si liberò della pistola con cui aveva esploso l’ultimo colpo e sospirò desiderando che un colpo di grazie lo salvasse dalla condanna della Memoria.

Il corpo esanime, inosservato, si ritirò con discrezione scomparendo alla vista di tanta inutile crudeltà.

Restò l’Anima.

L’Anima dell’Uomo.

Sfregiata.

Sanguinante.

Ad innaffiare di linfa vitale la sua zolla di vita eterna.

Le Fosse Ardeatine.

La porta dei campi Elisi.

Annunci

2 Replies to “Le Fosse Ardeatine, porta dei campi Elisi.”

  1. Ciao, sono passata farti un saluto, ma non ho letto il post, perchè sono talmente depressa, che non c’ è lo spazio per uno spillo di dolore o di male o di qualsiasi altro orrore.
    Volevo solo salutarti e dirti di passare una bella domenica che forse sarà di sole.

    Mi piace

I COMMENTI SONO GRADITI

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...