… ad un anno da Eluana

http://vistidalontano.blogosfere.it/2009/02/ciao-eluana-e-grazie.html

Non riesco proprio a tenere il silenzio in questa ricorrenza triste e forte allo stesso tempo.

Vorrei esprimere i miei sentimenti di solidarietà a Beppino Englaro, che ha commesso l’unico errore – un atto di eroismo, oggigiorno – di non chiudere la tragica storia di Eluana con un gesto falso e ipocrita di moralismo.

Poteva pagare per farla morire nel silenzio, sottraendosi alla responsabilità di ricorrere alla legge, alla giustizia, alla coscienza civile di una Nazione, dell’Italia.

Sono certo che Beppino avrebbe pagato un prezzo meno caro per porre fine alla sofferenza che da tanti anni abitava la sua casa e le anime sua e di Eluana.

Ma ha avuto coraggio. Coraggio e coscienza. Ha avuto fede, coraggio e coscienza.

Coraggio per affrontare consapevolmente l’ardua battaglia civile e giudiziaria – prima civile, poi giudiziaria – in cui sapeva, sentiva, di doversi impegnare.

Ha avuto coscienza. Ha manifestato una coscienza forte, cristallina, pura. La coscienza necessaria per affrontare una scelta così difficile ed impegnativa.

Ha avuto fede. Ha creduto. In una Nazione, in uno Stato civile.

Ed ha vinto.

Ha vinto nel momento in cui ha perduto.

Ha perduto una figlia. Il bene più caro che potesse avere al mondo.

Ha perduto il suo futuro, a cui era attaccata la sua stessa vita.

Ma ha visto diminuire il carico di dolore che appesantisce questa terra.

Ha voluto aiutare questa terra ad alleggerirsi di un carico di sofferenza che non aveva meritato e che non gli era dovuto.

E questa terra ha perduto Eluana, che non aveva meritato la sofferenza che ha dovuto patire. Una sofferenza che non gli era dovuta.

Dobbiamo rispetto a Beppino. Sono sicuro che la sua anima è lacerata, ferita, sanguinante. E non si potrà rimarginare.

Nulla restituirà a Beppino l’integrità della sua anima.

Tutti gli dobbiamo rispetto, perchè nessuno può entrare nella sua anima e costringerla a mettersi in ginocchio e implorare perdono.

Nessuno può arrogarsi il diritto che Beppino si inginocchi per sottomettere la sua anima.

Non può pretenderlo un Dio d’Amore, che sa quando deve perdonare.

Non può pretenderlo una chiesa che non sa ancora, invece, quando si deve manifestare in terra l’amore nel nel cui nome si esercita un preteso magistero.

Non può pretenderla un governo, privo di legittimazione morale, che non sa dove inizia il rispetto del silenzio.

Non può pretenderlo la politica italiana. Cieca e sorda e muta. Un povero corpo in alimentazione assistita. Non ha nessun diritto di entrare in faccende di coscienza, lei, che la coscienza l’ha venduta al miglior offerente.

Ecco, vorrei che il silenzio lasciasse a Beppino il tempo di lenire con le lacrime il sordo dolore.

Ma a Beppino vorrei dire grazie anche se non posso giudicarlo.

Grazie per aver avuto coraggio, coscienza e fede. Tanta fede.

La tua vittoria è anche una sconfitta.

E’ la sconfitta della vita contro la vittoria della morte.

Ma è la vittoria della coscienza contro la sconfitta della libertà.

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