… confessione…

In questo periodo sto cercando di interrogarmi sulla memoria. Nel senso che cerco di riafferrare fili dentro di me che si sono intrecciati. E cerco di dipanarli.
E lo so che ci riesco e non ci riesco, allo stesso tempo.

Così, parlare del passato e del presente contemporaneamente, come in questo post, diventa un  pò terapeutico, maieutico. Come un parto, insomma. Mi cresce dentro quel passato, si alimenta e dà vita ad un essere nuovo.

Si alimenta di immagini, suoni, parole, sentimenti che appartengono a tanti anni fa. E continuo a vivere tutto questo grazie, in fondo a mio figlio. Che sta vivendo un’età che mi trasporta indietro, molto, troppo indietro.

Ma laggiù, in quel fondo della memoria i sono pezzi importanti del mio presente.
Ci sono le cose in cui credo ancora oggi.

Ci credevo allora.

Avevo fede (non nel senso della religione), coerenza, ideali, forza, voglia di lottare. E fiducia, ottimismo. Tanta fiducia e tanto ottimismo. Credevo che il mondo sarebbe cambiato.Oggi ho fede, coerenza, ideali, forza.

Ma ho perso in voglia di lottare. Ho un pò paura della lotta. Però ne avevo, di paura e di paure, anche allora. Comunque, più che la paura di lottare, mi indebolisce la consapevolezza che la lotta la farei da solo. O con un manipolo di eroici “opliti”. Ma combatteremmo invano contro l’esercito dei Persiani. Saremmo comunque traditi. E saremmo comunque annientati.

Non vorrei essere Leonida o uno dei suoi Trecento compagni al passo delle Termopili. “Và e dì agli spartani,viandante,che qui noi giacciamo secondo le leggi di Sparta”. Ecco, questo eroismo inutile non lo sento dentro. Forse, in realtà, non era mio neanche allora, tanti anni fa. Ma adesso la coscienza, la consapevolezza, il senso del concreto e del possibile mi fanno essere molto più… molto meno … militante.

Oggi fare l’eroe significa riconoscersi nella propria coscienza, non vendersi per un pugno di polvere d’oro, non vendere l’anima al demone che corrompe ogni bene.

Lo capisco: lottare, pianificare lo scontro con il mondo è impresa titanica. Implica un orizzonte davanti, lungo, lontano. Comporta un mondo di elementi in contrasto insanabile. E solo giganti e ciclopi possono pianificare quella lotta per il futuro. Eroi potenti e senza l’assillo del tempo.

Ho ancora fiducia e ottimismo?

Molta fiducia e molto ottimismo?

Domanda difficile.

Anzi, difficili sono le risposte.

In cosa riporre la fiducia? Nel domani. Ok.

Negli altri, quelli che compongono la squadra degli innumerevoli “prossimi” sempre un pò troppo prossimi durante il giorno? Molto meno ok.

Ottimismo. Si. Ma più che un ottimismo coniugato al futuro, a quello che può riservare il domani, è un ottimismo al tempo presente. Una consapevole e serena esistenza fortunata. Di cui ringraziare il fato. Il destino. O Dio. O me. O chi mi sta vicino e mi sostiene, mi sopporta, mi aiuta ad esistere e ad essere.

Sono fiducia ed ottimismo molto diversi, questi di adesso, rispetto a quelli che trapelano attraverso le note, i lunghi capelli, le smorfie ed i colori delle rockstar che simboleggiano il passato della mia giovinezza. Allora si trattava di costruire, ed ero certo che avremmo costruito. Un mondo migliore, più giusto, più saggio, più equo, più felice.

E invece il mondo che abbiamo costruito tutti insieme è un mondo peggiore, meno giusto, meno saggio, meno equo e meno felice.

E’ un mondo più superficiale, più ingiusto, più cattivo e più marcio.

E sembra che nessuno ne provi vergogna. O pochi. Troppo pochi, per espiare la colpa.

Sento quelle canzoni di allora, alle volte, in questo strano presente. E capisco, quando mio figlio mi parla delle stesse canzoni – quelle che adesso appartengono al suo stesso presente – che il suono che raggiunge le nostre profondità non è lo stesso, non compie lo stesso percorso.

Per lui, lo sento da come vibra, quel suono, quei suoni, sono la strada lungo la quale camminare per percorrere il tragitto incommensurabile del suo presente sconfinato. Quel suono scende nel suo profondo e mette in moto un meccanismo accrescitivo che lo fa dilatare a dismisura. E da quelle altezze e dimensioni protese nell’immenso trae la linfa, l’alimento, l’energia, per correre in direzione del domani.

Quando quei suoni raggiungono il mio essere, provocano delle vibrazioni delicate, sommesse, profonde. Sono lunghe onde che si propagano in un interno che non sapevo – tanti anni fa – di avere. E quei suoni raggiungono le mie profondità senza accalcarsi, senza fretta, a velocità moderata. Adesso quelle note percorrono distanze siderali, ma senza dover correre.

Niente a che vedere con la frenetica elettricità delle chitarre a cui vengono estorte quelle note urlate…

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4 Replies to “… confessione…”

  1. Io sono impazzita……..ho deciso che voglio morire una sola volta……..cerco di fare quello che posso attorno a me, alle situazioni che conosco meglio, fa.c… ai buonini, li ho visti col loro buonismo quello che fanno al loro vicino, io preferisco aiutare materialmente chi secondo me lo merita, faccio attorno a me, scazzeggio con le idee e la chitarra rock la sento ancora……….sono stanca di morire ogni giorno.
    Sono drogata, drogata dalla vita, drogata dalla bellezza, drogata dal mio cervello e mi basta.
    Relativismo nella testa, realismo nella realtà.
    Ciao……………… siamo lampi in mezzo al buio.

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  2. Lo so che tu descrivi ….te………la tua riflessione mi fa pensare a quello che sono io in quel momento, tu ti rifletti ed io mi pongo una riflessione sullo stesso argomento…una riflessione che altrimenti non avrei fatto……devo dirti che forse è uno dei motivi per il quale il web mi piace molto………vedi io rifletto su di me perchè è l’ unica “cosa” su cui posso riflettere ……..già è difficoltoso ciò, figurati discettare su altri……al tuo regalo io do quel poco che posso………………………….se dovessi nel mondo reale dire queste cose al di fuori della cerchia degli amici ( che mi conoscono e mi vogliono bene per quella che sono) mi prenderebbero per una svitata pazzoide.
    Ti rendi conto che nel mondo reale è difficile dire all’ altro ……io la vedo così………..a volte si rischia il ridicolo, che è ancora peggio dell’ offesa.
    Vedi Piero, mi hai aperto la mente per capiore un altro motivo del perchè sto a perdere tempo nel web.
    Ciaoooooooooooooo , buon lavoro e buona giornata.

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