verso la Memoria

Com’era bello quel tempo di gioventù. Erano tanti, tanti anni. A contarli stasera mi sembrano non anni, ma decenni, secoli, millenni.

Alle volte il tempo corre a tale velocità che non si riesce più di contare i giri di pista che compie impazzito.

Com’era dolce, e tiepido, quel caldo tempo di primavera, in cui scoprivo la vita, i sentimenti, i primi sussulti squassanti d’amore.

Com’era difficile vivere, com’era incerto il mio passo, com’era tremante la mia mano, come fremeva il mio respiro appoggiandosi sulle sue labbra.

Come corri, mostro! Come mi strazi! Come ferisci le mie carni ancora innocenti e l’ingenuo desiderio di costruire la casa del mio futuro!

Perchè dovrei mai accontentarmi del giro di danza, del monte di sabbia della mia clessidra, del circolo aperto della spirale dei miei mesi ?

Com’è ancora lì accanto ai miei piedi il tempo che mi è stato donato per dare un ordine ai miei pensieri, per dare un senso alla mia vita ordinata.

Si, che sapore dolce hanno i suoni che girovagano dentro la mia anima, i suoni che hanno ancora lo stesso sapore della mia incerta giovinezza.

Hanno sempre lo stesso sapore, la stessa tenera struggente sfumatura che ha il tempo che non vuole passare, il sole che si rifiuta di andare a dormire, bambino insolente.

Insolente come quel ricordo che non vuole passare, quel ricordo che risuona vivido come i passi che poggiavo sul selciato di quella strada di provincia e che echeggiavano sotto una lampada dondolante.

Cominciare ad esistere in una piccola città è una condanna dolce che conserva suoni, volti, rumori, immagini, sapori, odori, colori che non si cancelleranno mai.

E’ una condanna che impedisce di crescere. O forse è una condanna che ci lega per sempre a verità che non potranno appassire mai.


Mai, mai, la verità è tramontata sulla prateria che vado esplorando nel mio viaggio senza fine. Quando tramonterà quell’astro, sarà giunta la mia fine.

La mia stella cometa, il mio unico faro, la mia bussola è quella verità scavata nella mia anima ingenua e tenera dai suoni e dalle ombre di quella città.

Quella città era così piccola da trovarsi raccolta tra i seni dolci delle colline sannite. Ed era così immensa da accogliere il mio spirito sconfinato, che andava formandosi, non so più , ormai, quanti decenni fa.

Cosa rimane, ora, di quello spirito senza confini? Di quella anima universale che grazie alle ali della giovinezza poteva aleggiare fino ai più lontani limiti delle galassie dell’universo ?

Gli stessi sogni, rimangono. Lo stesso desiderio di scoprire la verità. La stessa meraviglia per la scoperta del mondo. Lo steso bisogno di vivere in un mondo vero e giusto.

Lo stesso viaggio, sto viaggiando da allora. La stessa nave mi conduce, da allora, di porto in porto. Solo un pò più vecchia, più logora, più lenta, più scolorita.

E mi conduce di porto in porto, di terra in terra, di mare in mare. Verso la stessa meta. Verso la stessa isola. L’isola che quando sarà raggiunta porrà termine alla mia odissea.


E’ un’isola che non c’è sulle mie carte nautiche. Una coordinata ultima, definitiva, al di là delle Colonne d’Ercole poste a protezione del mio Mare della Tranquillità.

E quando attraccherà, la mia nave, sarà l’attracco su una terra con una polvere leggera, illuminata da un sole brillante, rallegrata dal satellite azzurro che ha ospitato la mia orbita leggera.

Forse avrò un ricordo sbiadito, quando sarò arrivato a quella destinazione, della mia terra d’origine. Forse la gioia di essere arrivato alla meta mi spezzerà il fiato.

Vedrò le stelle all’orizzonte, il sole, i satelliti e gli asteroidi ruotarmi così vicino che crederò di esser stato in vita un astronauta, un viaggiatore solitario. Un pò malinconico.

Ma sarò arrivato alla mia meta. E stringerò fra le mani il vessillo della mia conquista. E nessuno potrà più togliermi la soddisfazione di aver conosciuto la verità.

Almeno, di averla cercata.

SPACE ODDITY
(Bowie)

Ground Control to Major Tom
Ground Control to Major Tom
Take your protein pills
and put your helmet on

Ground Control to Major Tom
Commencing countdown,
engines on
Check ignition
and may God’s love be with you

(spoken)
Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five, Four, Three, Two, One, Liftoff

This is Ground Control
to Major Tom
You’ve really made the grade
And the papers want to know whose shirts you wear
Now it’s time to leave the capsule
if you dare

This is Major Tom to Ground Control
I’m stepping through the door
And I’m floating
in a most peculiar way
And the stars look very different today

For here
Am I sitting in a tin can
Far above the world
Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do

Though I’m past
one hundred thousand miles
I’m feeling very still
And I think my spaceship knows which way to go
Tell my wife I love her very much
she knows

Ground Control to Major Tom
Your circuit’s dead,
there’s something wrong
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you….

Here am I floating
round my tin can
Far above the Moon
Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do.

STRANEZZA SPAZIALE 1
(Bowie) Torre di Controllo a Maggiore Tom,
Torre di Controllo a Maggiore Tom,
Prendi le tue pillole di proteine e mettiti il casco.

Torre di Controllo a Maggiore Tom
comincia il conto alla rovescia,
accendi i motori,
controlla l’accensione
e che Dio ti assista.

(parlato)
Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque,
quattro, tre, due, uno, Partenza

Questa è la Torre di Controllo
a Maggiore Tom,
Ce l’hai proprio fatta
E i giornali vogliono sapere che marca di camicia porti
E’ arrivato il momento di lasciare la capsula se te la senti.

Qui è Maggiore Tom a Torre di Controllo,
Sto uscendo dalla porta
E sto galleggiando nello spazio
in modo strano
E le stelle sembrano molto diverse oggi.

Perché
Sto seduto in un barattolo di latta,
Lontano sopra il mondo,
Il pianeta Terra è blu
E non c’è niente che io possa fare.

Malgrado sia lontano
più di centomila miglia,
Mi sento molto tranquillo,
E penso che la mia astronave sappia dove andare
Dite a mia moglie che la amo tanto,
lei lo sa

Torre di Controllo a Maggiore Tom
Il tuo circuito si è spento,
c’è qualcosa che non va
Mi senti, Maggiore Tom?
Mi senti, Maggiore Tom?
Mi senti, Maggiore Tom?
Mi senti……

Sono qui che galleggio
attorno al mio barattolo di latta,
Lontano sopra la Luna,
Il pianeta Terra è blu
E non c’è niente che io possa fare

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2 Replies to “verso la Memoria”

  1. Una memoria toccante …….scrivi molto, molto bene…….mi hai fatto pensare ad un’ aforisma ( non ricordo l’ autore) che diceva più o meno così……..l’ uomo è un granello nell’ universo, ma lui sa di dover morire mentre l’ universo non lo sa.
    Ciao.

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  2. Grazie Paola mia.
    Non conoscevo quell’aforisma ma è molto vero e vicino a quello che volevo dire io.
    Vedi? La perfezione, quell’autore a noi ignoto l’ha raggiunta, o ci è andato vicino. In poche parole quello che a me ha richiesto intere righe e righe.
    Quando avrò imparato a dire le cose così bene non dovrò più scriverle sul blog.

    Un bacio.

    Mi piace

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