Sangue

Era il 12 dicembre.

Dieci anni quasi compiuti.

Ancora un Angelo. Appena. Un bambino.

Un capriccio di Dio.


Sangue. Sangue!  Sangue schizzò

sul cristallo argentato

della scatola nera.

[Un Angelo. Appena. Un bambino.]

Gelido, il sangue aggrumò.    

    

Era il 15 dicembre. Dieci anni stavo per fare.   

Ero ancora un bambino innocente   

vivevo all’oscuro del mondo.   

    

Vola. Vola!  Cade. Volteggia   

aggrappandosi vuoto nell’aria.   

Senz’ali, il povero Icaro   

 [Un Angelo. Appena. Un bambino].   

 nel cielo ovattato di nebbia.   

    

    

Era il 17 dicembre.Dieci anni. Felice. Oramai.   

 Ero appena un bambino. Felice. Tremavo.   

 Di notte aspettavo il silenzio.   

    

Spara. Spara! Soldatino. Spara. A terra . Caduto. Le gambe spezzate.   

Senz’armi. Un candido cuore   

[Un Angelo. Appena. Un bambino.]   

reciso. Nel prato gelato.   

    

    

E’ il 17. Quasi. Dicembre.Oggi. Ancora rosso cola lento   

Il sangue.  Il lutto. Bruno. Il dolore.    

Memoria rubata. Immobile il tempo.   

    

Vola. Spara. Sangue. Sangue!   

Silenzio smemorato. Urla!   

Fai il conto dei giorni. Cuore   

[Resti un Angelo. Appena. Un bambino]   

batti! Piangi. Nobile cuore.   

In silenzio.   

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4 Replies to “Sangue”

  1. Insomma qualcuno o qualcosa deve “morire” e così far nascere un ente stabile in un bimbo.
    Ti sembrerà pazza questa frase, ma se non è ancora il tempo dell’ era dell’ acquario, cioè dell’ era dell’ amore, se gli enti ( cioè gli stati di coscienza) devono evolversi se morissero solo i “cattivi”e ritornassero solo enti “cattivi”?
    Forse non ci hai capito niente, era solo un buffo tentativo di spiegare il male nel mondo.
    C’ è un nuovo sito che trovo molto interessante, frapaopasc e Gaetano sto in questi giorni allegramente filosofeggiando, ti aspetto.
    Ciao.

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  2. Quando ho usato parole di pianto ho solo descritto quello che avevo dentro. Il 12 dicembre è una ricorrenza civile di sangue. E sangue sono le bombe, le guerre, le ideologie.
    Mostri che quando avevamo 10 anni non comprendevamo, ma che schizzavano fuori delle scatole argentate delle tivvù.
    Quei mostri avremmo voluto combatterli. Per un pò ci abbiamo provato. Cara Floriana.
    Ma a guardare bene, le vittime di quelle carneficine non hanno avuto il riconoscimento di giustizia che si meritavano.
    I morti provocati da quei mostri sono morti innocenti, persone normali strappate al loro destino, ai loro cari. Sono eroi perchè erano persone normali che hanno pagato la loro normalità con il prezzo più alto che gli poteva essere chiesto.
    Erano vecchi, giovani, bambini, padri, madri, figli.
    Per loro dobbiamo conservare la sensibilità d’animo di commuoverci, ogni tanto.
    E nella commozione regna il silenzio.
    La rabbia scatena l’urlo.
    E ci sono momenti per la rabbia ed altri per la commozione.
    Io avevo il cuore scuro, pesante. E volevo trasmettere l’impressione di quella oscurità.
    Ed in quel regno di tenebre che abbiamo dentro, a volte, governa il silenzio. Un silenzio pesante. Un silenzio asfissiante. Un silenzio straziante.

    E ci sono momenti per le urla, per la lotta, per il coraggio di rivoltare le strade.
    Ci sono momenti come quello del 5 dicembre.
    Ci sono andato al No B Day.
    Ed ho visto i topolini.
    Flo, erano tanti, tanti, tantissimi. Sgattaiolavano. Erano giovani. C’erano. Li ho trovati compatti, sotto le bandiere rosse.
    E mi sono commosso anche lì (sono diventato forse come i vecchi che si commuovono ad ogni piccola emozione, ad oogni ricordo? Sono dunque vecchio anch’io?), quando mi è tornato in mente Canetti, mentre camminavo sotto le bandiere, ascoltando le urla di quei ragazzi infervorati ma sorridenti, incazzati, ma sereni.
    C’erano tutte le bandiere rosse del mondo.
    Di tutte le sfumature e di tutte le eresie politiche.
    Ma io ho pensato che non si può attribuire ad un simbolo la colpa dei tiranni o dei dittatori.
    Nelle bandiere rosse c’è ancora il colore del sangue che circola nelle vene degli uomini, di tutti gli uomini, di tutti gli uomini che nascono uguali, dal sangue della madre che li mette al mondo.
    Questo non si può cancellare.
    La bandiera rossa esisteva quando il comunismo non era ancora stato immaginato. Rosse erano fazioni dell’antica Roma, dei Comuni Liberi medievali, delle bandiere dei pirati, dei Comunardi Parigini, e così via…

    Beh… scusatemi il disordine nel dire, stasera.
    Ma c’ero.
    E lì c’era molto spazio per urlare. Anche se a me non piace molto urlare. Ma… quando ce vò, ce vò.
    No?
    Un bacione

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