« Un Uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quand’è necessario, ogni cosa per questi ideali. »
Pilo Albertelli

Oggi cade l’anniversario in cui si commemora l’eccido delle Fosse Ardeatine.

Non voglio rifare la storia di quell’inutile e barbaro spargimento di sangue.
Nella logica di quel tempo, in piena guerra,  in tempo di dittature indegne, di ignobili mortificazioni inferte agli esseri umani, negli anni in cui si razionalizzava la morte degli individui e delle minoranze come processo industriale, oppure, peggio, la sconfitta dei nemici come una forma di distruzione di massa, nella logica illogica di quei giorni, la strage delle Fosse Ardeatine può sembrare ancora oggi (così viene venduta da una parte politica) una risposta all’attentato contro alcuni giovanoi soldati, in via Rasella, a Roma.
Anche le fosse Ardeatine sono a Roma.
Si trovano vicino alle Catacombe di S. Sebastiano ed a quelle di S. Callisto.
Sono vicine ad alcuni dei simboli del Cristianesimo più contrastanti con tanto barbaro spargimento di sangue. 
Cristo era messaggero di amore e di pace.
San Sebastiano è noto per il suo martirio colpito a mezzo di frecce che non ferivano il suo dolore e la sua fede.
La santità di San Callisto riposava sulla comunione e sulla penitenza.
Niente di più lontano dalla barbarie dell’eccidio del 24 mazro 1944, 65 anni fa, in cui furono massacrati 335 civili inermi ed innocenti.

L’anno scorso sono andato per la prima volta a visitare le Fosse, con un mio amico carissimo e con i nostri figli.
Abbiamo avuto l’occasione, emozionante ed unica, di incontrare, lì, il figlio di una delle vittime massacrte tanti anni fa, che ci ha accompagnato nella visita alle cave di fredda pietra. Pietra fredda come i corpi di coloro che vi furono barbaramente e gelidamente trucidati.
Fredda come la rappresaglia e l’esecuzione che lì ebbe termine di esecuzione.

Aveva perso il padre, quel povero figlio, ormai piuttosto anziano, più di me e di Enzo Monti, mio compagno di liceo.
Ma non poteva trattenere, in alcuni momenti, l’emozione e le lacrime, ancora un anno fa, a 64 anni dai fatti.
Non poteva restare sereno perchè non poteva considerare la morte del povero padre come un naturale svolgimento degli eventi. Come un corretto svolgimento dei fatti secondo natura. 
La morte colpisce ognuno di noi e possiamo accetarla e farcene una ragione più facilemente, se rientra tra i fatti che seguono il regolare ritmo di natura. Siamo figli della Natura, che ci piaccia o no, che ci convenga o meno.

Durante la visita alle tombe, mio figlio, allora quindicenne, ha scoperto che fra le 335 lapidi che stavano lì a ricordare le 335 vite sacrificate sull’altare disperato degli Eroi, c’era quella di Pilo Albertelli, docente di storia e filosofia nel liceo oggi dedicato al suo nome (ecco la sua breve storia: http://it.wikipedia.org/wiki/Pilo_Albertelli ).
La nostra guida, l’ormai inconsolabile anziano figlio della vittima delle Fosse, un semplice commerciante, con l’unica colpa do essere un figlio di Sion, un perfido ebreo, non riuscì, nel raccontare la storia di quelle 335 pietre sepolcrali, a trattenere le lacrime.
Anche mio figlio, davanti all’insegna che assegna un nome incancellabile al liceo che ancora oggi, iscritto alla quinta ginnasiale, frequenta con qualche palpitazione imprevista, si è emozianao sentendo  quel racconto.

Io ed Enzo Monti, carissimo amico di liceo, siamo rimasti emozionati a nostra volta. Ed anche sua figlia, che ci accompagnava, credo sia rimasta colpia. 
Nei ricordi della nostra giovinezza scolastica sono impressi per sempre i sentimenti e la coscienza della dignità dell’Uomo, che niente, mai, in ogni tempo potrà scalfire o recarvi offesa.

Alle lacrime rattenute del nostro accompagnatore, all’emozione dei nostri figlioli, alla nostra coscienza, devo il ricordo dell’annoversario di questa commemorazione.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. teoderica ha detto:

    La morte colpisce ognuno di noi e possiamo accetarla e farcene una ragione più facilemente, se rientra tra i fatti che seguono il regolare ritmo di natura. Siamo figli della Natura, che ci piaccia o no, che ci convenga o meno……… ma la morte caina perchè, perchè, perchè, dopo tante guerre ancora oggi ci si uccide fra di noi , ma ci sarà un giorno che finiranno le guerre ci sarà.

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  2. teoderica ha detto:

    La morte colpisce ognuno di noi e possiamo accetarla e farcene una ragione più facilemente, se rientra tra i fatti che seguono il regolare ritmo di natura. Siamo figli della Natura, che ci piaccia o no, che ci convenga o meno……… ma la morte caina perchè, perchè, perchè, dopo tante guerre ancora oggi ci si uccide fra di noi , ma ci sarà un giorno che finiranno le guerre ci sarà.

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