di INGEBORG BACHMANN
A Roma ho visto che il Tevere non è bello, ma trascurato nelle banchine, da dove spuntano rive a cui non c’è chi metta mano. Nessuno usa le navi da carico brunite dalla ruggine, nemmeno le barche. Arbusti ed erba alta sono infangati, e sulle balaustre solitarie dormono immobili gli operai nella calura di mezzogiorno. Fino ad ora non si è mai girato nessuno. Nessuno è mai caduto giù. Dormono dove i platani dispiegano loro un’ombra, e si calcano il cielo sulla testa. Bella è però l’acqua del fiume, verde argilla o biondo – a seconda di come la luce lo irradia. Bisogna camminare lungo il Tevere e non guardarlo dai ponti, pensati come strade che portano all’isola. La Tiberina è abitata dai Noantri – noi altri. È da intendere così, che essa, isola dei malati e dei morti fin dall’antichità, vuole essere abitata anche da noi altri, percorsa anche da noi, perché è a sua volta una nave e naviga molto lentamente nell’acqua con tutti i carichi, in un fiume che non la sente un peso.

A Roma ho visto che la basilica di San Pietro sembra più piccola delle sue reali dimesioni e tuttavia è troppo grande. Si dice che Dio abbia voluto che la sua chiesa sorgesse sulla pietra e fosse solida. Ora si leva sopra la tomba del suo santo, che stanno riportando alla luce. Così è il santo stesso a metterla in pericolo e a indebolirla. Ciononostante le grandi solennità si svolgono ancora chiassosamente, con balletti in porpora sotto baldacchini, e nelle nicchie l’oro sostituisce la cera. Chiesa granne divozzione poca. Sono ancora i poveri, nella loro avvedutezza, a preoccuparsi che la chiesa non crolli, e colui che l’ha fondata ormai fa conto sul passo degli angeli.

A Roma ho visto che molte case assomigliano al Palazzo Cenci, dove la sventurata Beatrice visse prima della sua esecuzione. I prezzi sono alti e le tracce della barbarie dovunque. Sulle terrazze i mastelli con gli oleandri marciscono cedendo ai fiori bianchi e rossi; i quali vorrebbero volare via, giacché non riescono a tener testa all’odore di sporcizia e decomposizione che rende il passato più vivo dei monumenti.

A Roma ho visto nel ghetto che non bisogna lodare il giorno prima della sera. Ma nel giorno dell’espiazione a ciascuno sarà perdonato in anticipo per un anno. In una trattoria vicino alla sinagoga la tavola è apparecchiata, e i pesciolini rossastri del Mediterraneo sono serviti con uva passa e pinoli. I vecchi si ricordano degli amici che furono pagati a peso d’oro; quando furono riscattati, i camion partirono lo stesso, e loro non tornarono più. Ma i nipoti, due ragazzine in gonne rosso acceso e un bambino grasso e biondo, ballano in mezzo ai tavoli e non staccano lo sguardo dai suonatori. “Suonate ancora!” grida il bambino grasso e sventola il berretto. Sua nonna accenna un sorriso, e quello che suona il violino diventa molto pallido e salta una battuta.

Ho visto a Campo de’ Fiori che Giordano Bruno continua a essere bruciato. Ogni sabato, quando smantellano le bancarelle intorno a lui e restano solo le fioraie, quando la puzza di pesce, cloro e frutta marcita va disperdendosi sulla piazza, gli uomini raccolgono sotto i suoi occhi i rifiuti che sono rimasti dopo che di tutto è stato fatto mercato, e danno fuoco al mucchio. Di nuovo si leva il fumo, e le fiamme mulinano nell’aria. Una donna grida, e gli altri gridano con lei. Dato che nella luce forte le fiamme sono incolori, non si vede dove arrivano e dove cercano di colpire. Ma l’uomo sul basamento lo sa e perciò non ritratta.

[…]

Biografia di Ingeborg Bachmann:

http://www.geocities.com/mellowsoundx/inge-bachmann-bio.htm

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6 pensieri riguardo “

  1. Grandissima poetessa, purtroppo un po’ dimenticata. Hai fatto bene a ricordarla. Credo che questi suoi versi possano essere un buon corollario per la ”sua”RomaCosì lontana nella vita e così vicina alla morteda non potermi giustificare con nessuno,m’impossesso della mia fetta di Terra;dritto al cuore colpisco il tranquillo oceanocon il cuneo verde, e mi bagno da me.Vale

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  2. Grandissima poetessa, purtroppo un po’ dimenticata. Hai fatto bene a ricordarla. Credo che questi suoi versi possano essere un buon corollario per la ”sua”RomaCosì lontana nella vita e così vicina alla morteda non potermi giustificare con nessuno,m’impossesso della mia fetta di Terra;dritto al cuore colpisco il tranquillo oceanocon il cuneo verde, e mi bagno da me.Vale

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  3. Questo racconto un po’ amaro mi fa amare ancora di più Roma. Tu la ami? Paragonata alla piccola Ravenna così provinciale, a me Roma pare tanto grande. Grande e disfatta , una signora vecchia ma col fascino di chi ha visto tutto e non ha più paura ,nè di farsi vedere discinta e senza trucco , nè di morire. Io a Roma ci sono stata poche volte, il Tevere mi è piaciuto, con quell’ incredibile bailamme all’ isola Tiberina dove non si capisce quale è l’ isola e quale la sponda e poi quella fila lunga dalla “grattachecca” un botteghino forse degli anni “50 ancora lì così vecchio ma pare sia un’ istituzione…….Roma tutto è lì il sacro, il profano, il popolaresco, le boutade, i ministri, i ricconi e i mendicanti, i centurioni con la sportina di plastica…..le auto e i motori che vanno all’ impazzata sìììììììììììì però è sempre Roma….. Dovresti fare un post con un tuo racconto su Roma sono sicura che verrà fuori qualcosa di bello.Ciao.

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  4. Questo racconto un po’ amaro mi fa amare ancora di più Roma. Tu la ami? Paragonata alla piccola Ravenna così provinciale, a me Roma pare tanto grande. Grande e disfatta , una signora vecchia ma col fascino di chi ha visto tutto e non ha più paura ,nè di farsi vedere discinta e senza trucco , nè di morire. Io a Roma ci sono stata poche volte, il Tevere mi è piaciuto, con quell’ incredibile bailamme all’ isola Tiberina dove non si capisce quale è l’ isola e quale la sponda e poi quella fila lunga dalla “grattachecca” un botteghino forse degli anni “50 ancora lì così vecchio ma pare sia un’ istituzione…….Roma tutto è lì il sacro, il profano, il popolaresco, le boutade, i ministri, i ricconi e i mendicanti, i centurioni con la sportina di plastica…..le auto e i motori che vanno all’ impazzata sìììììììììììì però è sempre Roma….. Dovresti fare un post con un tuo racconto su Roma sono sicura che verrà fuori qualcosa di bello.Ciao.

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  5. Si, belli i versi di Inge. Un pò duri, un pò teneri. Un pò di rabbia e un pò di dolcezza.Un pò d’immensa profondità, in cui si perde l’anima quando fantastica sulle distanze senza limiti. Un pò di sana concreta consapevolezza (o autocoscienza).Roam, Paola.Roma.Vediamo se viene un post su Roma.

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  6. Si, belli i versi di Inge. Un pò duri, un pò teneri. Un pò di rabbia e un pò di dolcezza.Un pò d’immensa profondità, in cui si perde l’anima quando fantastica sulle distanze senza limiti. Un pò di sana concreta consapevolezza (o autocoscienza).Roam, Paola.Roma.Vediamo se viene un post su Roma.

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