NELLA NEBBIA SOTTO LA CORRENTE DEL FIUME

Alle volte mi immagino che spesse mura circondino il territorio della repubblicaindipendente.
Mura alte e solide.
Mura che proteggono.
In quelle mura si aprono delle porte, da cui entra il vento, di sera.
Un vento che spazza le strade dalla polvere, acceca gli occhi, solleva un vortice che abbraccia chi va via di corsa da qualche parte.
Sono radi i passanti.
Calcano le vie, attraversano veloci gli incroci. Si fermano a guardare distratti gli archi e gli obelischi delle piazze.

Nella repubblica scorre un fiume, attraversato da due ponti. Forse da tre.
Nelle sere di nebbia non si può passeggiare, nelle altre città. Nè quando il freddo è intenso, o la pioggia battente.

Nella repubblica, che un nome dolce ce lo deve pur avere, si può sempre andare a spasso tra vie e palazzi.
E’ uno spazio magico.
E’ il luogo dove possono circolar ele anime, gli spiriti, le menti, i cuori, i cervelli.
Si possono vedere pulsare le vene del traffico, che trasportano la linfa vitale che nutre l’intera città.
Sotto ogni strada scorre una vena. Una vena che pulsa.
La vita, la vita scuote l’immobilità della repubblicaindipendente.
La vita.
Desiderio di vita.
E’ questo il difetto della repubblica.
Il desiderio di vita.
Il desiderio che la vita immobile della repubblica diventi reale.
Faccia male.
Renda felici i cittadini.
Questo avviene, quando nelle vene pulsa la linfa.

La linfa è verde. Un pò grigia. E un pò gialla.
Fugge via, la linfa.
Si ingorga nelle vene più stratte ed in quelle più ampie delle strade principali.
Si sentono i colpi di maglio del cuore che sbatte, pigro, i suoi rintocchi.
Alle volte sussultano i cittadini, quando si accorgono che il cuore batte forte e veloce.
Ma la repubblica è un luogo magico, che trasforma ogni sensazione in un sogno senza confini.
La repubblica non ha confini.
Non ha limiti.
Non ha barriere.
Non ha ostacoli.

E’ il regno della bellezza. Eterea e pura. Fuggevole ed eccitante.
E’ come un’isola incantata. Come una fonte eterna. Una primavera senza fine.
Verde e tenera. Come un filo d’erba.
Viola e amaranto, come l’estate al mare.
Candida e brillante, come la cima di un ghiacciaio.
Non è uno spazio solo.
Non è un solo infinito.

Non è sospesa e non poggia su nulla.

Il nulla la circonda, ma il nulla non può sopraffarla.
E’ un luogo sempre aperto, sempre battuto dal vento e consumato dalle maree.
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