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  • LA REPUBBLICA INDIPENDENTE

    Questo è uno spazio virtuale aperto a tutti. Questa è una repubblica veramente libera civile e democratica. Il suo territorio è vasto quanto il mondo delle idee. La repubblica indipendente è una vera città. Per diventare cittadino della "repubblica indipendente" basta condividere lo spirito di virtuosa indipendenza civile del blog. La vita dei cittadini è moderata dalla legge del buon senso. E' bandita qualsiasi forma di violenza, che sopprime ogni libertà. I valori a cui si ispira la "repubblica" sono alti e nobili.
  • PRIMO CITTADINO

    p.perrone@gmail.com
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ACCESSO ALLA REPUBBLICA INDIPENDENTE

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PROGETTO PER LA COSTITUZIONE UNIVERSALE DELLO STATO DI UTOPIA

La Costituzione Universale è un lavoro complesso. E faticoso. Di tutti.

Dal primo codice ( Hammurabi, 1792  – 1750 a.c.)  alla Cosituzione Universale

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… noi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia le costituzioni dei vicini, e non solo non imitiamo altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno.

Quanto al nome, essa è chiamata democrazia, poiché è amministrata non già per il bene di poche persone, bensí di una cerchia piú vasta: di fronte alle leggi, però, tutti, nelle private controversie, godono di uguale trattamento.

Come in piena libertà viviamo nella vita pubblica cosí in quel vicendevole sorvegliarsi che si verifica nelle azioni di ogni giorno, noi non ci sentiamo urtati se uno si comporta a suo gradimento, né gli infliggiamo con il nostro corruccio una molestia che, se non è un castigo vero e proprio, è pur sempre qualche cosa di poco gradito.

Noi che serenamente trattiamo i nostri affari privati, quando si tratta degli interessi pubblici abbiamo un’incredibile paura di scendere nell’illegalità: siamo obbedienti a quanti si succedono al governo, ossequienti alle leggi e tra esse in modo speciale a quelle che sono a tutela di chi subisce ingiustizia e a quelle che, pur non trovandosi scritte in alcuna tavola, portano per universale consenso il disonore a chi non le rispetta

Tucidide, Storie, II

Esistono tre specie di governi: il repubblicano, il monarchico e il dispotico. Per scoprirne la natura, ci basta l’idea che gli uomini, anche i meno istruiti, se ne fanno. Io presuppongo tre definizioni, o meglio tre fatti: « il governo repubblicano è quello nel quale il popolo tutto, o almeno una parte di esso, detiene il potere supremo; il monarchico, è quello nel quale solo uno governa, ma secondo leggi fisse e stabilite; nel governo dispotico, invece, uno solo, senza ne leggi né freni, trascina tutto e tutti dietro la sua volontà e i suoi capricci ». Ecco ciò che io chiamo la natura di ogni governo.[...] Ad un governo monarchico o ad uno dispotico non occorre molta probità per mantenersi o sostenersi. La forza delle leggi nell’uno, il braccio del principe ognora levato nell’altro, regolano o reggono ogni cosa. È chiaro, infatti, che in una monarchia, dove chi fa eseguire le leggi giudica se stesso al di sopra di esse, si ha bisogno della virtù in misura minore che non in un governo popolare, dove chi fa eseguire le leggi sente che lui stesso vi è sottomesso, e ne porterà il peso.

C. de Secondat barone di Montesquieu, Lo spirito delle leggi, Torino, UTET

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10 Risposte

  1. Ma, opporranno i critici: è proprio di questa uguaglianza diffusa il diventar credibile ogni soffio di vento, l’acquisire importanza ogni umano capriccio.
    Si può gettare se stessi alle ortiche solo perchè qualcuno ci ha additati?
    Risponderanno: si sottometta l’additato al iudicio.
    Ora, dico io, ahimè senza riprova, e senza parteggiamento: vogliamo scommettere che come l’additato lascia s’affievolisce l’additamento?
    Questo è per dir che usar imparziale iudicio non cosa semplice è.

    • Si, capisco. Se ognuno è uguale all’altro, vuol dire che ognuno conta allo stesso modo. Chi è nel giusto come chi njon lo è. Chi è nel vero come chi non lo è.
      Conn questa equazione, quindi, si equivalgono la Verità e la non Verità. Il Giorno e la Notte, Alèteia e Doxa (Parmenide si sentirà scorrere brividi gelidi lungo la schiena).
      Al iudicio, però, caro Paolo, non evitò di sottoporsi il saggio Socrate. Che pure conosceva la lezione parmenidea.
      Tanto caro pagò il prezzo della sua coerenza che, nonostante l’indiscussa saggezza, preferì bere il calice – la coppa di cicuta – che Atene gli offrì.
      E altro Calice bevve Colui che, in nome della Verità, non impedì al popolo di cui era concittadino di erigere la Croce per inchiodarvelo ad eterno disdoro della menzogna.

      Hai ragione, “usar imparziale iudicio non cosa semplice è”, richiede eroismo e responsabilità.
      Ma eroi, Paolo, sono gli uomini che hanno la vita, gli uomini normali, quelli “di buona volontà”. Chè gli altri, gli uomini che hanno la morte e che vengono comunemente chiamati eroi perchè sono morti di fronte ad un nemico, ecco, per quelli, mi dispiace, non c’è più destino.
      E la responsabilità è dover scegliere, sempre, ad ogni bivio della vita, ad ogni SI o NO, ad ogni FARE o non FARE.
      E’ difficile, si. Ma è difficile vivere.
      Non vivere sarebbe più facile, forse ?

  2. L’uomo saggio non è mai totalmente categorico.
    Summum ius, summa iniuria.
    E dico così: molto più gradirei di tal riforme che imprimano una svolta davvero epocale, tra le quali anche una soggettiva e individuale che trasforma la bestia in uomo, più che la condanna d’un potente. Vi è chi dirà: sarà d’esempio!
    Ma quando mai, caro amico, l’esempio dura più dello spazio d’un lacrimar degli occhi?
    Al prossimo governante, puro e onesto quanti mai prima, non vi sarà dunque chi griderà: costui ha errato! sia cacciato!
    Se guardo gli uomini, come son adesso, quelli della strada, mi dico: forse non ha tutti i torti chi li mena per il naso.
    Avvenga prima una riforma interiore, che l’altra seguirà!

    • Pao, concordo del tutto sulla tua leguleia. Conclusioni comprese. Anzi, quelle su tutto.

      Sai una cosa?
      Prova rileggere la tua risposta all’incontrario, di periodo in periodo, di sotto in su.
      Ne viene fuori il governante che mi piacerebbe mi governasse. E forse anche tu apprezzerai lo stesso governante.

  3. Bene. Grazie Pier, non volendo (?) ho creato il commento palindromo.
    Potremmo mai essere noi, quei governanti?

  4. Noi lo siamo. Lo siamo già.
    Noi siamo i governanti del nostro essere, se lo vogliamo.
    E abbiamo già stabilito:
    summum ius, summa inuria.
    l’uomo saggio non è mi totalmente categorico.
    E’ stabilito!

  5. Desideravo ringraziarti per essere passato dal mio blog; ne approfitto per dare un’occhiata al tuo e leggere qualcosa qua e là.
    Difficile parlare di forme di governo, e ancor più difficile è paragonare, giacché non si possono mai paragonare i diversi periodi storici. Croce diceva che ogni storia è storia contemporanea, mentre Bloch insisteva che la storia va accettata così com’è, Pirenne, dal canto suo, affermava che ogni giudizio era vano e superfluo. A mio avviso, ogni forma di governo rispecchia i tempi e la società, il grado di civilizzazione, la cultura dominante, gli interessi economici che la contraddistinguono, nel bene e nel male. Ognuno di noi può solo contribuire a migliorarlo o peggiorarlo, e, nel primo caso, solo se prima è capace migliorare sé stesso.
    Buona serata, Pietro, e ancora un grazie.

    Rino.

  6. Grazie, Rino, spero tornerai, di tanto in tanto.

    Ho travato interessante il tuo blog; è interessante ed è un luogo di lettura dove mi sono trovato bene, a mio agio. Ho sentito il piacere di starci.
    Tornerò.

  7. Salinger is dead

    • Yes, my fiend, he’s dead. I’ve never read one of his books. I know “The Catcher in the Rye” (in italian the title is “il giovane holden” – The young Holden), but i know only his name.
      Did you like Salinger?

      (How are you, in this period? What are you doing?)

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